Tanti amici per Maurizio

21 Gennaio 2017

Il dolore della famiglia. Vuole chiarezza sulle cause dell’arresto cardiaco

LANCIANO. Un tappeto di orchidee, rose rosse e anthurium. Tante lacrime a mescolarsi con la pioggia. Cattedrale gremita ieri mattina per dare l’ultimo saluto a Maurizio Giallonardo morto sabato scorso nel reparto di medicina dell’ospedale Renzetti dopo 5 giorni di ricovero.

La cattedrale della Madonna del Ponte ha accolto centinaia di amici, conoscenti che si sono stretti attorno ai familiari di Maurizio, al padre Tonino, alla mamma Edda, alla sorella Monica, alla moglie Rossella e ai figli di 16 e 8 anni, per cercare di dare loro un sostegno, conforto. Tanti abbracci, parole per lenire un dolore profondo, difficile da descrivere.

«Quando si perde qualcuno», ha detto nell’omelia il diacono Amedeo Guerriere, «si ha la sensazione di perdere l’equilibrio. Ma la forza, la stabilità deve venire da Gesù». E ad aggrapparsi alla fede ha esortato la famiglia pietrificata dal dolore don Emanuele Bianco, parroco della cattedrale. Il padre Tonino ex costruttore di grandi appalti autostradali oltre che tra i primi esponenti politici abruzzesi della Lega Nord, per l’intera messa è stato in piedi davanti alla bara del figlio. Coperta da un tappeto di orchidee, rose rosse e anthuirium, Tutti fiori legati all’amore, quello che provavano per Maurizio amici e parenti. «Uomo buono, amico di tutti», riprende il diacono, «Maurizio aveva lasciato pochi giorni prima del ricovero un messaggio bellissimo su Facebook: «Se ogni tanto le persone pensassero un po’ che, prima o poi, tutti dovremo morire, il mondo sarebbe un posto fantastico». Un messaggio di libertà, bontà, che invita a riflettere «sul nostro cammino». Tanti abbracci a fine messa. Poi sotto la pioggia battente, il feretro è stato accompagnato al cimitero.

Ora sono giorni di attesa per la famiglia. Si aspetta il responso dell’autopsia fatta dal medico legale Domenico Angelucci. La famiglia vuole conoscere le cause dell’arresto cardiaco che ha strappato alla vita Maurizio. Vuole sapere se c’erano stati o meno dei campanelli di allarme non notati e capiti dai medici, in particolare quelli del reparto di medicina dove Giallonardo è stato ricoverato per 5 giorni. Un fascicolo sulla morte è aperto in procura, ed è contro ignoti.

Il responso del medico servirà a capire se quel fascicolo il procuratore Rosaria Vecchi potrà chiuderlo o dovrà iscrivervi delle persone. (t.d.r.)

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