Tardi al lavoro e agli esami «La Sangritana è un guaio»

1 Giugno 2015

I disservizi patiti dai pendolari in una petizione inviata all’azienda di trasporto Il presidente Di Nardo: i regionali devono dare la precedenza agli Intercity

LANCIANO. Cartellini timbrati tardi a lavoro, esami universitari non sostenuti, lunghe attese sui binari senza informazioni: sono i disagi dei pendolari dei treni della tratta Lanciano-Pescara, che tornano a chiedere spiegazione dei disservizi alla Sangritana. «Abbiamo diversi e ripetuti problemi, in particolare con il treno Aquilotto, un treno di un vagone solo, vetusto e costantemente in ritardo in quanto non riesce a raggiungere la velocità consentita per suddetta tratta», sostiene una viaggiatrice, Chiara Di Paolo, a nome dei pendolari, «sono frequenti i ritardi che hanno causato conseguenze ripetute a lavoro e disagi agli universitari con esami non sostenuti a causa del ritardo del treno. Non ultimo, lo scorso 26 maggio, il treno si è rotto e siamo stati invasi da fumo nero, tossico e siamo arrivati a destinazione, a Lanciano, con un ritardo di circa 40 minuti. Essendo costituito da un solo vagone, siamo costretti a viaggiare in piedi con problemi per la sicurezza».

Ma è soprattutto il problema degli orari non rispettati a causare i maggiori problemi a chi viaggia quotidianamente per studio o lavoro. L’attesa sui binari può superare l’ora aspettando una corsa, mentre sui monitor dei treni in partenza il ritardo annunciato cresce a vista d’occhio. «Spesso», racconta ancora la pendolare, «il treno che parte alle 6,53 da Lanciano viene soppresso e siamo costretti a prendere la navetta che ci porta a San Vito e da lì prendere il treno che viene da Termoli, delle 7,36, e che arriva a Pescara alle 8. Ma ci sono lavoratori che devono timbrare prima. Nel corso dell’anno abbiamo raccolto firme inviate all’azienda per protestare, ma senza ricevere risposta. A ciò si aggiunge che nel mese di giugno aumenteranno abbonamenti e biglietti, mentre il disservizio è sempre più accentuato».

«I ritardi non dipendono da Sangritana», spiega il presidente dell’azienda, Pasquale Di Nardo, «solitamente dipendono dai ritardi che si cumulano sulla rete, dal traffico, dalle interruzione per lavori di manutenzione, tutte attività regolate da Rfi. E se c’è un ritardo ci sono regimi di precedenza da rispettare: i regionali, ad esempio, devono fermarsi per far passare gli Intercity. Non è sciatteria dell’azienda», sottolinea Di Nardo, «che è la prima ad essere penalizzata. Anche le soppressioni dei treni non avvengono con facilità: c’è sempre un motivo dietro, che può essere anche un guasto alla motrice, come capita all’autobus o all’automobile. L’Aquilotto, inoltre, non è un treno vetusto, ma è stato completamente rammodernato. Per settembre, comunque, contiamo di far entrare in servizio gli Orsetto, elettrotreni nuovissimi».

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