Tari, il servizio di riscossione ora torna al Comune di Chieti

Il via libera dopo un incontro tra il sindaco Ferrara e l’avvocato Flacco, curatore fallimentare Resta in bilico il futuro degli impiegati del settore tributi, da mesi a casa e senza stipendio
CHIETI. Il Comune è pronto a reinternalizzare il servizio della riscossione, almeno per quanto riguarda la tassa sui rifiuti (Tari).
Per incassare i ruoli Tari l’ente è già in ritardo e, essendo per di più in dissesto economico e finanziario, non può permettersi di attendere altro tempo. Seguendo le indicazioni della seduta consiliare del 27 maggio, la macchina comunale si sta muovendo per sanare il vulnus della riscossione, ferma al palo dallo scorso mese di febbraio a seguito del fallimento della società partecipata, Teateservizi, che si occupava della gestione dei tributi comunali.
Due giorni fa il sindaco Diego Ferrara ha incontrato il curatore fallimentare della Teateservizi, l’avvocato Guglielmo Flacco, per fare il punto della situazione, visto che il curatore fallimentare ha la facoltà di rimettere al lavoro la Teateservizi chiedendo al giudice delegato del fallimento, Marcello Cozzolino, di concedere l'esercizio provvisorio.
È stato un incontro che è servito a distendere i rapporti tra Comune e curatore fallimentare, che a tratti erano diventati alquanto tesi. Flacco ha ribadito la propria posizione: non può chiedere l’esercizio provvisorio se prima non verranno sgombrati i dubbi sul contratto stipulato dal Comune con Teateservizi per la riscossione, contratto finito al centro di un ricorso al Tar avanzato dall’Autorità garante del mercato e della concorrenza (Agcm).
Sul fronte ricorso il Comune si sta muovendo con l’Autorità garante perché rinunci alla volontà di ricorrere, rinuncia che al momento non è arrivata, sebbene il Comune abbia sanato i due vizi di illegittimità come richiesto dall’Agcm. Ma l’ente, almeno per la Tari, non resterà ad attendere che l’Autorità si esprima e ha reso esplicita al curatore la volontà di reinternalizzare il servizio. Sgomberati anche i dubbi sulla banca dati – vale a dire la raccolta dei dati relativi ai contribuenti che servono per inviare i tributi da pagare – che risulta essere già nella disponibilità del Comune, sebbene adesso il problema riguardi la particolare procedura di certificazione dei dati stessi.
«Non ho nulla in contrario rispetto a una reinternalizzazione per quanto riguarda il ruolo Tari», ha detto l'avvocato Flacco, «anche in questa riunione mi sono messo a disposizione del Comune, come ho già fatto nel caso della reinternalizzazione del servizio dei parcheggi».
È da vedere ora quale sarà il futuro dei dipendenti del settore tributi che da febbraio scorso sono a casa senza stipendio né ammortizzatori sociali.
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