Tari, in arrivo 4.500 avvisi di pagamento

24 Settembre 2018

Tassa dei rifiuti, Teateservizi avvia la lotta all’evasione. Impennata nelle riscossioni: più 30% nei primi sei mesi dell’anno

CHIETI. Caccia ai morosi della Tari. Sono 4.500 i solleciti di pagamento che Teateservizi è pronta a inviare a partire da questa settimana a chi non ha pagato la tassa sui rifiuti del 2017.
La società pubblica di riscossione, diretta da Antonio Barbone, conta di incassare 2 milioni e 600mila euro, vale a dire circa il 20% degli 11milioni e 700mila euro chiesti ai 23mila contribuenti nel corso del 2017.
A ottobre, invece, si partirà con il recupero della Tari rimasta inevasa nel 2018, con i solleciti di pagamento inviati a chi non ha pagato entro il 31 luglio scorso.
Il cambio di marcia nell’attività di riscossione si vede anche nel fatto che in passato la società pubblica non procedeva a richiedere il dovuto a così poca distanza di tempo. Questo faceva sì che la cifra del non riscosso rimaneva sempre molto alta. «Questa velocità nelle richieste di pagamento opera certamente da deterrente», spiega Barbone, «ci siamo riusciti grazie a una riorganizzazione interna della Teateservizi che sta dando ottimi risultati».
I dati danno ragione a Barbone. Nel primo semestre di quest’anno, sia per quanto riguarda i solleciti di pagamento sia per quel che concerne la riscossione coattiva, i numeri parlano di un buon 30% rispetto a quello del 2017. Tramite i solleciti di pagamento inviati sono rientrati infatti nelle casse comunali oltre 729mila euro, mentre nel 2017 si era arrivati a 281mila euro. Stessa cosa per il coattivo: oltre 964mila sono stati incassati nel primo semestre 2018, poco più di 290mila nello stesso semestre dell’anno prima. Il totale del riscosso è di 1.698.847, a fronte dei 573.585 euro del 2017. È soprattutto l’andamento della riscossione coattiva ad aver avuto un’impennata nel corso degli anni. Nel 2013 ammontava a 369mila euro; nel 2014 è rimasta quasi uguale attestandosi a 399mila euro; nel 2015 è arrivata, invece, a quasi 635mila euro; nel 2016 è stata superata la soglia del milione di euro e, infine, nel 2017 si è attestata a poco più di 1 milione e 300mila euro. La riscossione coattiva è l’ultima fase della gestione del tributo e ha lo scopo di recuperare il credito non riscosso nelle fasi precedenti. Questo tipo di riscossione inizia con l’emissione dell’ingiunzione di pagamento, ma le recenti modifiche del quadro normativo hanno comportato delle limitazioni alle procedure esecutive, dilatando i tempi della riscossione.
©RIPRODUZIONE RISERVATA