Tari, le bollette saranno scontate

De Lio incassa il sì dei revisori: «C’è un errore dietro gli aumenti»
CHIETI. «Un milione e 200mila euro in più sono stati caricati, per errore, sulle bollette della tassa sui rifiuti. E ora i revisori dei conti mi hanno dato ragione». A parlare è il consigliere comunale Udc Mario De Lio che sulla questione ha avviato una battaglia durata oltre un anno e alla fine è riuscito a ottenere la risposta che aspettava. Ciò significa che le bollette Tari dovranno ora ridiventare molto meno salate rispetto a quelle dell’anno 2019.
A dare ragione a De Lio è una nota dello scorso 23 gennaio, a firma dei revisori dei conti Angelo Palombizio (presidente del Collegio), Alfonso Di Sabatino Martina e Luciana Cunicella. La nota riporta l’esito della «verifica straordinaria in ordine alle problematiche Tari», come si legge nell’intestazione del documento che i revisori hanno inviato al sindaco Umberto Di Primio, all’assessore al bilancio Valentina Luise e, per conoscenza a De Lio e al collega consigliere Roberto Melideo, che lo ha sostenuto nella battaglia. Si scopre così che l’importo di 1.234.932 euro era stato già inserito nel piano economico e finanziario (Pef) della Tari del 2017. «E dunque», rimarca De Lio, «non poteva essere nuovamente caricato sulle nuove bollette Tari come è stato fatto nel 2019 e come si era previsto di fare per il 2020 e il 2021». I revisori infatti chiudono la nota avvertendo che, «in assenza di ulteriori fatti straordinari, il Pef 2020 e i successivi vedranno una sostanziale riduzione rispetto al Pef 2019». «Essere riusciti a dimostrare la nostra tesi e aver evitato ai cittadini di dover pagare due volte un importo di oltre 1 milione e 200mila euro, per noi è un grandissimo risultato», commenta il consigliere De Lio che per oltre un anno ha chiesto invano risposte sulla questione, fin quando, due settimane fa, ha minacciato di andare in Procura, assegnando un termine di sette giorni per avere risposte.
A conclusioni molto vicine a quelle di De Lio e Melideo erano arrivati anche i due consiglieri del Movimento 5 Stelle, Ottavio Argenio e Manuela D’Arcangelo, che sull’intera questione della gestione dei rifiuti hanno chiesto e ottenuto una commissione speciale d’inchiesta. Tutti e quattro si erano accorti che da quando il gestore del servizio rifiuti aveva chiesto maggiori oneri per il conferimento in discarica della frazione organica, i calcoli non erano più tornati. La richiesta era arrivata da Formula Ambiente e Cns in relazione allo smaltimento dell’organico per gli anni dal 2013 al 2016. «Ma», spiega De Lio, «l’errore sta nel fatto che gli importi in più, seppure dovuti, erano già stati fatti pagare ai cittadini con le bollette Tari relative al 2017. La cifra però è stata riproposta anche nel 2019, da suddividere in tre annualità, dal 2019 al 2020». La commissione d’inchiesta sui rifiuti, che dovrebbe partire a breve, aiuterà a fare luce su quello che è successo.

