Tariffa sui rifiuti, scatta l’aumento per famiglie e attività commerciali

29 Maggio 2022

Il consigliere Cotellessa: è una stangata che non tiene conto di come sono costituite le famiglie L’assessore Ranieri: non sono rincari ma adeguamenti modesti, il più pesante è di 17 euro l’anno

LANCIANO. Aumenti in vista per la Tari 2022, sia per le famiglie che per le attività commerciali, alcune delle quali dovranno pagare di più perché “sporcano” più delle altre. Il piano economico finanziario 2022-2025 del servizio di gestione rifiuti verrà discusso martedì in consiglio comunale alle 18,30, ma gli adeguamenti al rialzo, complici inflazione, mancanza di incentivi Covid degli ultimi due anni e il miglioramento del servizio affidato alla società pubblica partecipata dal Comune, EcoLan spa, hanno già scatenato i commenti da parte della minoranza che parla di «stangata» per le famiglie e le imprese. Gli aumenti vanno da poco più di 2 euro fino a quasi 19 euro annuali per le tariffe domestiche.
«Il costo del servizio», interviene il consigliere di “Uniti X Lanciano” e componente della commissione bilancio, Piero Cotellessa, «sale di quasi 370mila euro rispetto allo scorso anno e gli aumenti della tariffa sono spalmati indistintamente su tutte le tipologie di nuclei famigliari senza distinzioni tra chi, ad esempio, vive in un appartamento di modeste dimensioni, è mono componente, o ha un nucleo famigliare numeroso. E gli aumenti sono regressivi: in proporzione colpiscono di più i nuclei meno abbienti. L’ex minoranza oggi al governo della città», prosegue Cotellessa, «ci criticava quando effettuavamo aumenti di 2-3 euro; questa stangata non si giustifica nemmeno con la scusa dei fondi Covid perché le tariffe sono aumentate anche rispetto a quelle che avevamo previsto tre anni fa».
Frena le polemiche l'assessore al bilancio, Danilo Ranieri. «Assieme all'assessore alla transizione ecologica, Tonia Paolucci, spiega Ranieri, «abbiamo fatto un lavoro di cesello e analizzato chirurgicamente le tariffe per non incidere troppo sulle famiglie. Gli aumenti sono modesti: il peggiore è di 17 euro annui. Una famiglia di 4 persone che vive in un appartamento di 100 metri quadri, ad esempio, pagherà poco meno di 15 euro in più all'anno. Si tratta di adeguamenti, non di aumenti», prosegue Ranieri, «perché nel 2020 e 2021 ci sono stati fondi Covid di 454mila e 424mila euro che oggi non abbiamo. Inoltre bisogna considerare l'adeguamento Istat al 2019 e il fatto di aver aderito al livello 3 (su un massimo di 4, ndc) tra quelli indicati da Arera (Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente, ndc) per aggiornare il servizio del gestore. EcoLan assicurerà un miglioramento del servizio di spazzamento della città».
È sulle attività non domestiche si è dovuto "punire" chi sporca di più e produce maggiori quantità di pattume indifferenziato. «Abbiamo problemi su tre categorie», rimarca il vicesindaco, «carcere, ospedale e scuole. In queste strutture si produce un'altissima quantità di indifferenziato. Abbiamo inoltre qualche problema sulle attività all'aperto, ad esempio di somministrazione cibo e bevande, ma in generale siamo stati accorti a non vessare la categoria commerciale. Una cosa importante», conclude Ranieri, «è che la Tari frentana è tra le più basse d'Abruzzo e che per l'Arera il costo standard del servizio per una città con la stessa estensione e numero di abitanti, sarebbe di 5.800.000 euro, mentre anche con le rimodulazioni noi paghiamo 5.097.000, quindi abbondantemente sotto il costo standard».
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