Tariffe della mensa Bocciata la mozione che taglia i prezzi

L’opposizione chiede sgravi, il consiglio comunale dice no «In questo modo vengono discriminati i bambini più poveri»
ORTONA. Franco Musa e Leo Castiglione presentano un ordine del giorno per abbassare le tariffe della refezione scolastica nella scuola dell’infanzia, il consiglio comunale lo respinge e scoppia la polemica. Nell'ultima assemblea comunale i due consiglieri di minoranza hanno fatto questa proposta sostenendo che proprio alla scuola dell'infanzia le spese sarebbero notevolmente più alte rispetto alle primarie e secondarie di primo grado, in virtù del fatto che devono essere acquistati cinque buoni a settimana, contro i due degli altri istituti scolastici. Nell'ordine del giorno presentato, si evidenziava inoltre come nella stessa scuola dell'infanzia i bambini che non possono mangiare lì a causa dei costi eccessivi per famiglie con redditi modesti, di fatto vengono discriminati poiché non è consentito loro di rientrare dopo il pranzo e seguire le attività didattiche pomeridiane. L'idea di Musa e Castiglione era pertanto di differenziare le tariffe per la scuola dell’infanzia supportando i nuclei familiari più bisognosi. «La maggioranza ha invece deciso di non votare l’ordine del giorno, non curandosi dei problemi delle tante famiglie che hanno uno o più bambini alla scuola dell’infanzia e che da tempo chiedono di avere tariffe più basse, anche in virtù del fatto che le grammature degli alimenti sono diverse» affermano i due consiglieri. «L'assessore alle politiche sociali, Francesca Licenziato, si preoccupi meno di annunci spot, anche perché vorremmo sapere come ha fatto a trovare nel bilancio comunale i soldi necessari a coprire l’abbassamento del costo di quei servizi». Il riferimento è alla recente delibera di giunta con cui l'amministrazione ha deciso di erogare contributi economici in proporzione al reddito Isee, in forma di voucher, a favore delle famiglie residenti nel territorio comunale i cui figli, frequentanti le scuole dell'infanzia, primarie e secondarie di primo grado, fruiscono della mensa scolastica.
«A luglio i servizi stessi sembravano tutti a rischio, tanto che per evitare il default del Comune si è dovuto aumentare il loro costo. Adesso evidentemente l’assessore e il dirigente finanziario sono riusciti a trovare i fondi e a salvare il bilancio comunale. Complimenti», tuonano Musa e Castiglione, «a questo punto sarebbero potuti andare ancor più incontro alle esigenze delle famiglie della scuola dell’infanzia. Resta però un dubbio: non è che la crisi finanziaria paventata a luglio è stato solo un grande bluff per poi dar spazio ai nuovi assessori e presentarli come i salvatori della patria?».
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