Taxi, scontro Chieti-Pescara «Anche noi all’aeroporto»

8 Maggio 2018

Il vertice per dettare le regole del servizio si chiude senza intesa tra i Comuni L’assessore Di Biase: «I nostri operatori possono lavorare, li difenderemo»

CHIETI. Niente accordo su come va svolto il servizio taxi all’aeroporto e si riapre la guerra dei taxi. La conferenza dei servizi sul regolamento interno per la gestione del servizio di piazza aeroportuale si chiude infatti con un nulla di fatto. «Il Comune di Chieti», si legge nel verbale dei lavori, «nella persona dell’assessore Carla Di Biase, conferma di non poter accettare quanto proposto dal Comune di Pescara. Il Rup dà atto che all’esito dei lavori della presente conferenza di servizi si riscontra la mancata intesa dei Comuni facenti parte del bacino aeroportuale interessati a espletare il servizio taxi all’aeroporto d’Abruzzo».
Secondo l’assessore Di Biase, però, il mancato esito positivo della conferenza dei servizi non significa che i tassisti teatini non posso entrare in aeroporto. Questa posizione è stata fatta mettere anche a verbale della conferenza dei servizi. «Il Comune di Chieti dichiara», si legge infatti, «che nelle more delle decisioni della Regione Abruzzo riguardo ai provvedimenti da adottarsi, ai sensi del comma 8 dell’articolo 14 del decreto legislativo 422/97, a seguito della mancata intesa sono da ritenersi comunque autorizzati a effettuare il servizio di piazza per i collegamenti con l’aeroporto d’Abruzzo i titolari delle licenze taxi rilasciate dal Comune di Chieti».
L’assessore Di Biase nella giornata di oggi invierà pec alle Questure del territorio per comunicare quanto asserito nella conferenza dei servizi, e cioè che anche senza accordo i tassisti teatini possono lavorare in aeroporto. Tra i tassisti di Chieti e quelli di Pescara non è mai corso buon sangue. In passato si è arrivati anche alla rissa. Una vera e propria guerra, che in alcuni momenti ha richiesto anche l’intervento degli agenti della Polizia di Frontiera, oltre ai sit-in dei tassisti teatini davanti alla Regione per chiedere la regolamentazione. L’assessore Di Biase è più agguerrita che mai: «Se verrà impedito ai tassisti teatini di entrare in aeroporto, siamo pronti a mettere in atto a loro sostegno tutte le iniziative affinché non venga negato un loro diritto. E mi aspetto, in questa battaglia, anche il sostegno dell’opposizione, dai 5 Stelle e soprattutto al Pd, perché attivi quella filiera istituzionale che permetterebbe di risolvere il problema. Penso che non potranno far finta di non vedere come sia il Comune di Pescara sia il presidente Luciano D’Alfonso siano ostaggio del ricatto dei tassisti di Pescara». Ma perché non si è arrivati a un accordo? «Ci abbiamo provato più volte», risponde l’assessore, «abbiamo presentato proposte che accontentassero sia Chieti che Pescara, ma alla fine il presidente D’Alfonso, preso dai tanti impegni, si è reso indisponibile e non abbiamo più potuto concludere nulla. Se è vero, come annunciato, che i dati sulle presenze in aeroporto sono in crescita, allora il buon senso vorrebbe che tutti i tassisti possano lavorare. Noi comunque», conclude la Di Biase, «non ci sentiamo subalterni a nessuno e rivendichiamo il ruolo di capoluogo di provincia al pari di Pescara».