Teateservizi a rischio fallimento, Ferrara si gioca tutto in 9 giorni

3 Aprile 2022

Conto alla rovescia per la quarta assemblea dei soci: il sindaco vuole nominare il liquidatore Di Iorio Ma c’è attesa per l’udienza del 14 aprile in tribunale: la procura rilancia la richiesta di bancarotta

CHIETI. Si gioca in 9 giorni, 216 ore, il futuro di Chieti con il rischio di aumento delle tasse, lo spettro dei tagli ai servizi per risparmiare sulla spesa del Comune e un eventuale contraccolpo politico. Sono due le date chiave: martedì 5 aprile, giorno della quarta assemblea dei soci della Teateservizi, e giovedì 14, quando in tribunale si discuterà la richiesta di fallimento della società al 100% comunale che si occupa di riscossione delle tasse e gestione dei parcheggi a pagamento e del cimitero. Se il sindaco Diego Ferrara non riuscisse a portare a termine il salvataggio della partecipata, il Comune sarebbe a un passo dal dissesto finanziario: il giorno prima del ritorno del pubblico alla Processione del Venerdì santo – orgoglio, simbolo e patrimonio teatino – la città saprà il suo destino.
QUARTA ASSEMBLEA Mancano due giorni a un altro faccia a faccia nella sede della Teateservizi, in piazza Carafa, tra il sindaco Ferrara e l’amministratore unico Massimo Marchetti, revocato da due mesi ma ancora in carica. In mezzo il collegio sindacale della partecipata, in rotta con Ferrara: dopo l’assemblea saltata venerdì scorso e altre tre fumate nere, il collegio, presieduto da Emilio Longhi con i componenti Adelina Di Pietro e Matteo Di Fabio, ha stilato un verbale in cui si parla di «inerzia conclamata» del socio unico, cioè il Comune, e si invita Marchetti a trasmettere il verbale stesso a procura, Corte dei conti e ministero dell’Economia e Finanza. Al prossimo vertice, salvo sorprese dell’ultimo minuto, Ferrara calerà sul tavolo la nomina di un commissario liquidatore, Luca Di Iorio, già revisore in Comune con l’amministrazione Ricci. Con la nomina di Di Iorio, Ferrara farebbe fuori Marchetti ma lo stesso Marchetti ha presentato un ricorso al tribunale delle imprese dell’Aquila per chiedere la nomina di un liquidatore. L’intenzione di Ferrara è una liquidazione a tempo: ripianare le perdite della Teateservizi, pari a 409mila euro, e poi sospendere la liquidazione e tentare il rilancio della società con una nuova dirigenza. Due sono gli obiettivi: salvare la società delle tasse significa portare avanti il piano di riequilibrio pluriennale del Comune (predissesto) curato anche dall’assessore Tiziana Della Penna a causa di un disavanzo da 78 milioni di euro – il piano è ancora sotto esame del ministero dell’Interno e della Corte dei conti – e poi ci sono i posti di lavoro da tutelare, 37 a tempo indeterminato e almeno altri 5 precari.
L’UDIENZa sul crac Il pm Giuseppe Falasca indaga sui conti della Teateservizi e ne ha chiesto il fallimento: «Dalla disamina della relazione del consulente tecnico Emma Ioppi», scrive il pubblico ministero nell’istanza di fallimento, «è emersa la profonda crisi in cui versa la Teateservizi attestata dal profondo disequilibrio finanziario, patrimoniale ed economico. L’analisi del biennio 2016-2017 ha infatti evidenziato come l’impresa abbia perso del tutto la capacità di perseguire i fini istituzionali conseguendo cospicue perdite patrimoniali e sconfinando anche in un disordine gestionale, tale da non consentirle il deposito dei bilanci di esercizio relativi agli anni 2019 e 2020». Il 14 aprile è in programma l’udienza: sulla decisione peserà, inevitabilmente, anche quello che accadrà nell’assemblea di martedì.
TUTTI I PERCHé Sono anni e anni che la Corte dei conti invita il Comune a intervenire sulla Teateservizi: nell’ultima relazione sulle finanze disastrate del Comune, la Corte dei conti «ribadisce la necessità di assumere decisioni consapevoli e improcrastinabili in ordine alle società partecipate, considerato che l’influenza che i risultati economici da esse conseguiti hanno un riverbero dirompente sulla già tenuta strutturale dei conti dell’ente e pertanto appare di palmare evidenza come si renda necessaria la valutazione di qualsivoglia azione, nessuna esclusa, finalizzata al ripristino di una normalità gestoria soprattutto per la Teateservizi che peraltro ha, come più volte affermato, un’importanza strategica dirimente per la risoluzione della conclamata difficoltà di esazione del Comune».
RILIEVI IGNORATI Richiami che si susseguono da anni ma, dal 2017, sono già tre i capi che si sono alternati al vertice della Teateservizi senza cambiamenti di rotta – «Ad oggi», dice la Corte dei conti, «nessun problema sembra risolto» – tanto che non sono stati approvati neanche i bilanci. Su quest’ultimo aspetto, la Corte dei conti addossa responsabilità all’ex amministrazione: «Nell’ambito dei poteri/doveri di socio unico riconosciuti dal Codice civile, avrebbe potuto e dovuto porre in essere tutti gli adempimenti necessari a garantire il corretto e tempestivo iter di approvazione e trasmissione del bilancio di esercizio e di tutti gli altri documenti necessari».
TUTTI I VERTICI Con l’amministrazione Di Primio, dopo l’uscita di scena di Valerio Visini, è arrivato Carlo Festa; poco dopo un anno, Festa si è dimesso e al suo posto è stato nominato Giovanni D’Amico; il mandato di D’Amico è durato soltanto un mese e poi sono arrivate le dimissioni lampo; il posto di D’Amico, poi, è stato affidato a Marchetti.
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