Teateservizi, arriva il liquidatore Ferrara: «Strategia contro di noi»

Il commercialista teatino, già revisore dei conti in Comune tra il 2005 e il 2010, accetta l’incarico Il sindaco accusa: «I vertici societari puntavano a mandare in dissesto l’ente, ora si volta pagina»
CHIETI. Il commercialista teatino Luca Di Iorio, già revisore dei conti al Comune tra il 2005 e il 2010, è il commissario liquidatore della Teateservizi. Lo ha stabilito l’assemblea dei soci di ieri mattina che si è svolta alla presenza del sindaco Diego Ferrara, dei componenti del collegio sindacale Ezio Longhi (collegato in videoconferenza), Matteo Di Fabio e Adelina Di Pietro, del segretario comunale Celestina Labbadia, del responsabile del servizio legale del Comune Patrizia Tracanna, del consulente fiscale della società Basilio Ruscetta e dell’amministratore unico, revocato lo scorso 8 febbraio, Massimo Marchetti. Quest’ultimo resterà ancora al suo posto fino a quando Ruscetta non consegnerà alla Camera di commercio la nomina del liquidatore. Incarico a cui Ruscetta ha dato seguito già ieri pomeriggio e ora sta alla Camera di commercio prenderne atto ufficialmente.
L’assemblea si è aperta con il fuoriprogramma dei consiglieri d’opposizione Mario De Lio e Serena Pompilio che volevano prendere parte all’incontro. Il collegio sindacale non sapeva cosa decidere, il sindaco, invece, ha detto che «lo spazio vitale della stanza non è consono alla presenza di ulteriori partecipanti» e quindi i due consiglieri non sono stati ammessi. L’assemblea è poi entrata nel vivo con la polemica sulla sua convocazione: Marchetti ha fatto mettere a verbale che la convocazione non era di competenza del socio unico, vale a dire del Comune che l’aveva invece convocata. Il collegio si è riservato di approfondire la questione. Poi il sindaco ha nominato Di Iorio liquidatore, stabilendo un compenso «non inferiore a 25mila euro» per sei mesi. Di Iorio ha accettato la nomina. «Voglio dare a Luca Di Iorio un ufficiale buon lavoro», ha detto Ferrara, «si tratta di un primo passo verso una direzione che possiamo condividere, cosa che è stata difficile fino a oggi e che non ha reso possibile alcuna azione congiunta a tutela dei servizi assolti dalla società e del suo personale. Ci sono alcune cose che mi hanno sconcertato di questa seduta: l’astio da parte dei vertici societari, che mi duole aver visto particolarmente attivi solo nelle ultime settimane, da quando hanno deciso di puntare convintamente al fallimento della società, senza considerare i risvolti che tale scelta potesse avere per il Comune, per la città, per i lavoratori di Teateservizi. La mia buona fede non mi ha fatto vedere che probabilmente in tutta questa situazione esiste una strategia che viene da lontano, finalizzata a determinare il dissesto del Comune, decretando la fine della Teateservizi. Un obiettivo che di certo non ci appartiene, ma che ho visto serpeggiare, nemmeno tanto velatamente, sui certi post di Facebook, nei consigli arrivati dall’esterno durante le riunioni del Cda, nell’atteggiamento e negli atti di chi avrebbe dovuto in passato vigilare e non lo ha fatto per evitare questa situazione e oggi pretende di poter puntare il dito contro chi governa ed è tutt’altro che assente, perché si è preso delle responsabilità chiare». Il riferimento è all’ex sindaco Umberto Di Primio. «Siamo riusciti a individuare una strada che potrà garantire la continuità aziendale», ha detto ancora il sindaco, «nonostante le mancate informazioni che il vecchio organo di amministrazione avrebbe dovuto rendere al Comune e che invece non ha mai voluto condividere, fin qui. Le scelte che saranno compiute contribuiranno al lavoro della Procura, con cui c’è massima collaborazione, contemperando l’esigenza di evitare il fallimento della partecipata e quindi il dissesto dell’ente».
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