Teateservizi, c’è l’ok dei giudici «Ora si può evitare il fallimento»

27 Aprile 2023

Via libera del tribunale all’apertura della procedura di concordato preventivo della partecipata  Fissata al 13 luglio l’udienza per il voto dei creditori. Ferrara: «Proseguiamo le attività di risanamento»

CHIETI. Il Tribunale apre la strada alla procedura di concordato preventivo di Teateservizi e salva per il momento la società pubblica dalla scure del fallimento. La partecipata del Comune di Chieti che gestisce i servizi di riscossione dei tributi, i parcheggi a pagamento e il cimitero potrà quindi continuare a operare senza interruzioni per cinque anni, tramite un accordo con i creditori incentrato sulla modifica dei termini di pagamento del debito.
Una buona notizia per l’amministrazione, dopo la corsa contro il tempo del liquidatore Luca Di Iorio per rispettare le scadenze e stilare il piano concordatario con le strategie per uscire dalla difficile situazione in cui si trova Teateservizi e dopo la spaccatura che si è creata in seno alla maggioranza a seguito dell’approvazione in consiglio comunale delle linee guida del piano di salvataggio senza i voti del polo civico. La società pubblica in liquidazione (il deficit, quantificato con il bilancio 2021, ammonta a più di 3 milioni e 300mila euro) è finita al centro anche di un’inchiesta della procura con una richiesta di fallimento avanzata dal pubblico ministero Giuseppe Falasca. Una volta approvato il concordato preventivo, a seguito del voto favorevole della maggioranza dei creditori, l’iter fallimentare potrà interrompersi evitando il rischio default.
Il collegio giudicante del tribunale fallimentare, formato dai magistrati Gianluca Falco (presidente), Marcello Cozzolino (giudice estensore) e Francesco Grassi (giudice), riunito in camera di consiglio il 20 aprile scorso, ha depositato ieri mattina il decreto ritenendo che ad oggi non ricorrano «ragioni di inammissibilità della domanda» di concordato preventivo e fissando l’udienza dei creditori al 13 luglio prossimo, alle ore 10. Il tribunale ha inoltre delegato il giudice Cozzolino alla procedura di concordato e ha confermato la nomina di Cristiano Maria Corvi come commissario giudiziale, disponendo che la società richiedente, entro martedì prossimo «documenti l’avvenuto deposito della somma di 94.828,60 euro, pari al 20% della spese per l’intera procedura, così come quantificabili sulla base delle indicazioni della proposta di piano (che indica in 474.143 euro gli oneri dell’intera procedura)». Il decreto dovrà essere comunicato ai creditori entro il 19 maggio.
Teateservizi ha depositato la proposta di concordato in continuità: per rimettersi in carreggiata è previsto un accordo con i creditori, suddivisi in classi «formate secondo criteri corretti», si legge nel decreto del tribunale, il «parziale soddisfo di taluni crediti privilegiati» e la prosecuzione dell’attività d’impresa per un quinquennio. L’accordo in continuità aziendale è una soluzione applicata nei casi di difficoltà finanziarie passeggere, quando la società ha le potenzialità per recuperare e rientrare dal debito una volta completato il processo di ristrutturazione e risanamento. L’assunto principale del piano concordatario prevede che Teateservizi continuerà a occuparsi di uno dei tre servizi che svolge attualmente per il Comune, la riscossione dei tributi, mentre la gestione dei parcheggi e del cimitero sarà riconsegnata all’Ente.
«Il tribunale ha valutato la correttezza formale della domanda presentata e la ripartizione dei creditori, tra cui il Comune di Chieti, nelle diverse classi», hanno detto il sindaco Diego Ferrara e l’assessore alle Partecipate Enrico Raimondi, «è un fatto che accogliamo molto positivamente, anche se aspettiamo l’adunanza dei creditori, che si terrà in udienza il 13 luglio, per la votazione del piano di concordato e quindi la determinazione dei crediti dovuti ai diversi soggetti e il cui esito favorevole determinerà l’omologazione del piano di concordato. Sarà l’eventuale omologazione a consentire alla società di proseguire nell’attività di risanamento già in atto che, dalle informazioni del liquidatore, ha già determinato un aumento della capacità di riscossione dell’Ente».
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