Teateservizi chiusa, i sindacati: «Nessuno paga più i parcheggi»

Dopo il fallimento, solo due controllori sono tornati al lavoro L’evasione cresce, il curatore Flacco: «Serve senso civico»
CHIETI. Cresce l’evasione in città in assenza dei controllori delle strisce blu. A denunciarlo sono i sindacalisti che subito dopo la sentenza di fallimento della Teateservizi lo scorso 21 febbraio, si sono fatti portavoce delle difficoltà dei 25 lavoratori della società che gestisce la riscossione di tributi e strisce blu. Oggi sono solo due i parcheggiatori richiamati al lavoro con un contratto temporaneo per riscuotere e rinnovare gli abbonamenti mensili. Due persone che non bastano per controllare tutte le strisce blu della città, sia a raso che coperti. Da parte del curatore fallimentare, l’avvocato Guglielmo Flacco, l’invito ai teatini «al senso civico».
I PARCHEGGI Quello dei parcheggi a pagamento è un settore più che prezioso per il Comune in dissesto economico. I numeri parlano chiaro: stando a quanto riportato dal Documento unico di programmazione, le strisce blu fruttano per l’ente «un incasso di 865mila euro all’anno». Senza queste entrate, i piani per il risanamento delle casse comunali si andrebbero a complicare non di poco. Il fallimento della società che per anni ha gestito il servizio ha seminato caos tra cittadini e impiegati: da una parte ci sono i teatini convinti che la riscossione sia bloccata; dall’altra i 25 dipendenti mandati a casa e preoccupati per il loro futuro. Solo in tre sono tornati al lavoro con un contratto provvisorio: uno sta aiutando il curatore con la contabilità e due sono ai parcheggi.
L’EVASIONE «Tra i cittadini si è diffusa l’idea che non ci sono i controlli e non si deve pagare», denuncia Simone Di Lanzo (Cisl Fp), «infatti, non ci sono quasi più i biglietti sulle auto. È per questo che chiediamo all’amministrazione di fare una campagna d’informazione chiara». Appena qualche giorno fa il sindaco Diego Ferrara ha chiarito che servizi, controlli e sanzioni per chi evade sono in piena funzione. «Ma non basta», continua Di Lanzo, «come fanno solo due parcheggiatori a controllare un’intera città?». Problemi all’orizzonte anche per le bollette. «A oggi il Comune non è in grado di procedere a bollettazione e spedizione», continua Di Lanzo, «una bollettazione di cui si è sempre occupata Teateservizi, ma oggi non si sa chi la farà nei prossimi mesi».
«SERVE SENSO CIVICO» Il curatore Flacco che in questi giorni è alle prese con lo studio dei libri contabili per valutare se ci siano le condizioni per chiedere l’esercizio provvisorio in tribunale, si appella al «senso civico» dei teatini. «A breve avremo un conto economico per i parcheggi per capire se sono redditizi, e quindi decidere se internalizzare il servizio o affidarlo all’esterno».
LO STATO DI AGITAZIONE I sindacati hanno dichiarato lunedì scorso lo stato di agitazione e chiedono un tavolo con il prefetto Mario Della Cioppa. «Vogliamo un incontro proprio per fermare l’evasione e avere risposte sull’occupazione», spiega Giuseppe Rucci (Fp Cgil), «oggi i servizi non sono attivi, in due non posso controllare un’intera città». Durante l’incontro di martedì mattina tra sindacati e prefettura per altre questioni, Della Cioppa ha fatto un rapido passaggio anche su Teateservizi annunciando alle forze sociali che a breve convocherà un tavolo sulla società fallita.

