Teateservizi, concordato in bilico Il liquidatore richiama il Comune

12 Novembre 2023

Prima dell’incontro in tribunale, Di Iorio convoca per domani l’assemblea dei soci della municipalizzata Nel documento unico di programmazione varato dalla giunta sembra esserci il rischio di un dietrofront

CHIETI. Assemblea dei soci di Teateservizi convocata su richiesta del liquidatore Luca Di Iorio per domani in vista degli impegni che lo vedranno protagonista in tribunale per cercare di salvare il concordato di Teateservizi, appeso a un filo a causa del mancato raggiungimento delle maggioranze nel voto dei creditori. Prima di andarsi a sedere di fronte al giudice Di Iorio vuole sapere se il Comune è ancora disposto a salvare la partecipata. Nel Documento unico di programmazione (Dup) appena varato dalla giunta del sindaco Diego Ferrara sembra di assistere infatti a una sorta di marcia indietro. Nel frattempo l’opposizione, e in particolare Fratelli d’Italia, ne approfitta per sferrare l’ennesimo attacco politico.
CONCORDATO APPESO A UN FILO Se è vero che le maggioranze necessarie per far passare il concordato non sono state raggiunte, per Teateservizi non tutto è perduto. Per salvare dal fallimento la società è ancora possibile applicare la nuova norma del cosiddetto “cram down”, visto che almeno in una delle classi in cui sono stati suddivisi i creditori, quella dei chirografari, c’è stata una maggioranza schiacciante a favore del concordato. A chiedere l’applicazione della nuova norma dovrà essere lo stesso liquidatore che potrebbe recarsi in tribunale già nel corso della prossima settimana. In vista di questo appuntamento Di Iorio ha dunque convocato il socio unico in assemblea per sapere se ciascuno degli impegni assunti nel piano di risanamento di Teateservizi saranno rispettati o meno. Di Iorio vuole un sì o un no per ognuno dei punti. Niente più ambiguità.
IL DIETROFRONT DEL DUP Tra le 120 pagine del Dup si leggono passaggi che mettono in dubbio sia l’aumento dell’aggio (il costo del servizio di riscossione), sia il comodato gratuito della sede di Teateservizi in piazza Carafa, sia la cessione dell’immobile comunale di via delle Robinie per ricapitalizzare la partecipata. «Le suddette ipotesi di risanamento», dice il Dup, «dopo la dichiarazione del dissesto presentano ancor più problematiche derivanti dagli accertamenti in corso da parte dell’Anac e della Agcom che metterebbero in dubbio gli aumenti degli aggi di riscossione volontaria. Nelle more degli esiti da parte degli organi di controllo nell’ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato non è stato previsto per il 2024 e 2025 l’aumento della spesa relativo all’aggio. Tuttavia a fini prudenziali è stato mantenuto un accantonamento nel fondo passività potenziale». E ancora: «Altra circostanza sopravvenuta rispetto agli originali indirizzi con la dichiarazione di dissesto e l’insediamento dell’Osl – Organismo straordinario di liquidazione – è quella che attribuisce alla competenza dello stesso organismo le alienazioni del patrimonio immobiliare per il finanziamento della massa passiva. Ultima problematica è relativa alla misura di risanamento proposta di comodato d’uso della struttura attualmente occupata dalla società in quanto l’articolo 259 del Tuel impone all’ente di attivare ogni entrata anche riorganizzando i servizi relativi all'acquisizione delle entrate e attivando ogni altro cespite».
L’ATTACCO DI FDI Nel frattempo il capogruppo FdI Carla Di Biase ricorda come il polo civico del vicesindaco Paolo De Cesare non ha votato a marzo il piano di risanamento di Teateservizi. Quanto al Dup, per Di Biase si tratta di un «atto scritto in “politichese”, fatto questo che ha spinto il liquidatore a convocare una nuova assemblea per far ribadire al socio unico le proprie intenzioni. Da una prima lettura dei documenti contabili, emerge chiaramente come l’ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato proposto da Ferrara e dalla sua folta equipe, non si regge e rappresenta l’ennesimo tentativo, maldestro per la verità, di tenere tutto in piedi, senza il coraggio di compiere scelte».
©RIPRODUZIONE RISERVATA