Teateservizi deve assumere 20 persone

20 Giugno 2020

I giudici: «I ricorrenti vinsero il concorso: hanno diritto a un contratto a tempo indeterminato senza ulteriori ritardi»

CHIETI. I dipendenti di Teateservizi vincitori di concorso vanno assunti a tempo indeterminato. Questa volta a dirlo non è la politica – che sulla stabilizzazione dei lavoratori della società pubblica ha fatto dure battaglie – ma una sentenza di tribunale. Due giorni fa, la Corte d’appello dell’Aquila ha accolto il ricorso di un gruppo di dipendenti di Teateservizi, assistiti dall’avvocato Gabriele Salvatore, dopo un primo grado di giudizio che li aveva visti perdenti. I giudici Rita Sannite (presidente), Ciro Marsella e Luigi Santini hanno concluso per «l’accoglimento dell’appello e la riforma della sentenza di primo grado» e hanno dichiarato «il diritto soggettivo all’assunzione a tempo indeterminato».
La vicenda della mancata stabilizzazione dei dipendenti parte dieci anni fa. Nel 2010 furono fatti i concorsi per le assunzioni a tempo indeterminato a Teateservizi. L’iter fu molto lungo, tanto che le graduatorie si chiusero a fine 2015. Ci furono 15 vincitori di concorso che dovevano essere assunti a tempo indeterminato e che, invece, furono assunti a tempo determinato dal primo novembre 2014. L’assunzione a tempo determinato era stata motivata dal fatto che si era in attesa del piano industriale della società, che fu poi approvato il 22 dicembre 2014. Nel 2016, invece, fu il decreto Madia a bloccare le assunzioni, decreto scaduto dal 30 giugno 2018. E proprio giugno 2018 l’ex amministratore Carlo Festa si era nuovamente impegnato ad assumere a tempo indeterminato i vincitori di concorso, ma il 9 ottobre 2018 è arrivata una presa di posizione del segretario generale Celestina Labbadia che si opponeva. L’estate scorsa il gruppo consiliare di Forza Italia ha iniziato una battaglia per la stabilizzazione che ha spaccato la maggioranza di centrodestra. A livello politico si era poi trovato un accordo sulla stabilizzazione, accordo che però non ha infine portato a niente. Nel frattempo alcuni dipendenti si sono rivolti in tribunale. Ma in primo grado le loro ragioni non erano state accolte a causa di una clausola del bando di concorso che sembrava non obbligare il Comune all’assunzione a tempo indeterminato. L’appello ha invece ribaltato la sentenza, sostenendo che quella clausola era stata mal interpretata. «L’assunzione non può essere rimessa a una mera discrezionalità dell’amministrazione», si legge infatti nel dispositivo della sentenza. I giudici in un passaggio dicono anche che per l’assunzione non serve alcun atto di indirizzo del Comune. Dunque, l’amministratore unico Massimo Marchetti dovrebbe procedere alla stabilizzazione della ventina di lavoratori del settore tributi.
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