Teateservizi e il futuro a rischio: due mesi per evitare il fallimento

Il tribunale concede una proroga per consentire la presentazione del piano per scongiurare il default Il sindaco Ferrara: «La salvezza è possibile, porteremo in tempi utili gli atti in consiglio comunale»
CHIETI. Altri sessanta giorni per decidere il futuro di Teateservizi, la società pubblica che si occupa della riscossione delle tasse, della gestione dei parcheggi e dei servizi cimiteriali. Il liquidatore Luca Di Iorio ha chiesto e ottenuto dal tribunale la proroga di ulteriori due mesi per consegnare il piano di concordato, vale a dire le strategie per evitare il fallimento della società che ha chiuso il bilancio 2021 con un deficit di 3 milioni e 300mila euro. A chiedere il fallimento è la Procura teatina, ma il Comune ritiene che Teateservizi possa continuare ad andare avanti attraverso una procedura concordataria. Il concordato, infatti, sospende l’iter fallimentare e mette per il momento a riparo la società pubblica dal rischio di default. Lo scorso 21 novembre il liquidatore ha presentato domanda di concordato, il tribunale l’ha accettata ma ha concesso solo 60 giorni alla società per depositare il piano di concordato, la metà del tempo richiesto da Di Iorio. I due mesi erano però prorogabili e così Di Iorio ha chiesto e ha avuto una ulteriore proroga: ciò significa che entro il 31 marzo il piano di concordato dovrà essere pronto.
Ma visto che il socio è un ente pubblico, con atti che devono passare attraverso il consiglio comunale, i cui tempi tecnici per deliberare sono abbastanza lunghi, il periodo a disposizione, nonostante la proroga, non è tantissimo. Per salvare Teateservizi bisogna correre. «E lo faremo», assicura il sindaco Diego Ferrara che ieri mattina ha tenuto una lunga riunione con Di Iorio e il suo staff.
Nel corso del vertice ha iniziato a prendere forma quello che sarà il futuro assetto societario di Teateservizi. La società che dà lavoro a una quarantina di dipendenti dovrà passare necessariamente attraverso una cura dimagrante. Nel senso che non potrà continuare a gestire tutti i servizi che porta avanti attualmente. Il futuro assetto prevede un ritorno alle origini, quando Teateservizi si occupava soltanto di tributi. «Stiamo valutando questo tipo di soluzione», conferma Ferrara, «la nostra ipotesi di lavoro per salvaguardare la società è che gli altri due servizi vengano messi a gara». Sarà un percorso che ha come obiettivo anche la salvaguardia dei lavoratori dei due settori da cedere. «I nostri punti fermi», spiega il liquidatore Di Iorio, «sono la tutela dei posti di lavoro e degli interessi dei creditori». Di Iorio ha fatto una serie di richieste al Comune, partendo dalla ricapitalizzazione della società, vale a dire dal ripristino dell’integrità del suo patrimonio. Il Comune, in tempi brevi, dovrà ora decidere cosa fare e come farlo. «Stiamo lavorando di concerto con il Comune», spiega Di Iorio, «l’ente è socio unico di Teateservizi e deve quindi dirci come vuole andare avanti. Il nostro piano di lavoro è condiviso passo passo anche con i dipendenti». Una nuova riunione con sindacati e lavoratori è già stata fissata per lunedì prossimo. Sia il sindaco Ferrara che il liquidatore Di Iorio si dicono ottimisti: entrambi pensano di poter salvare la società pubblica dal default, anche se l’iter burocratico avviato è ancora delicato.
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