Teateservizi e rientro dai debiti: settimana cruciale per il Comune

14 Aprile 2023

A giorni la pronuncia sul via libera al concordato che determinerà il futuro della società partecipata Giovedì incontro con i giudici della Corte dei conti per giustificare le scelte sul riequilibrio di bilancio

CHIETI. Settimana decisiva per il futuro del Comune di Chieti. Uffici al lavoro per scongiurare il dissesto economico-finanziario, con un occhio al tribunale teatino che dovrebbe a breve sciogliere le riserve sul futuro della società pubblica Teateservizi. Il tribunale deve decidere se ammettere o meno il concordato presentato dal liquidatore della partecipata Luca Di Iorio al termine di un percorso a ostacoli che ha visto a rischio anche la tenuta politica della maggioranza del sindaco Diego Ferrara.
«Ora il lavoro lo stanno facendo gli uffici», dice l’assessore comunale alle partecipate e agli affari legali Enrico Raimondi, «noi non possiamo fare altro che attendere». La decisione del tribunale potrebbe arrivare a inizio settimana, mentre per giovedì prossimo è fissato l’incontro con i giudici della sezione di controllo della Corte dei conti: il Comune dovrà spiegare perché ha deciso di salvare dal fallimento Teateservizi nonostante la Corte avesse avvertito che così facendo si mette a rischio la tenuta economico-finanziaria dell’ente e quindi il piano di riequilibrio pluriennale sul quale la Corte deve dare il proprio assenso. I prossimi sette giorni saranno dunque fondamentali. L’amministrazione ha deciso di mettere al lavoro gli uffici finanziari e quelli legali perché scrivano una memoria che possa essere il più chiara e convincente possibile. Il termine assegnato agli uffici per completare il lavoro è quello di lunedì prossimo. «L’ultima ordinanza interlocutoria della Corte dei conti», spiega l’assessore Raimondi, «chiede al Comune di fornire spiegazioni sulla strada che ha intrapreso, spiegazioni e giustificazioni che siano controllabili e verificabili in maniera oggettiva. E noi questo stiamo cercando di fare».
In sostanza la memoria cercherà di tradurre in cifre l’effetto del fallimento di Teateservizi, per dimostrare che il danno evitato nel salvare la società pubblica è superiore alle risorse investite dal Comune per l’operazione di salvataggio. Nel frattempo lo scenario può cambiare da un momento all’altro a seconda delle decisioni del tribunale sull’ammissione del concordato. Se il tribunale dovesse pronunciarsi favorevolmente all’ammissione, si aprirebbe lo scenario del via libera al piano di concordato che deve arrivare prima di tutto dall’assemblea dei creditori. Un’operazione non facile che comporta tempi piuttosto lunghi, anche di diversi mesi. Col fiato sospeso restano non solo il sindaco Ferrara e la sua amministrazione, ma anche gli oltre 40 dipendenti di Teateservizi, di cui poco più della metà hanno contratti precari appesi a un filo. Il liquidatore Di Iorio a fine marzo li ha prorogati di altri tre mesi in attesa degli sviluppi sul concordato.
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