Teateservizi, il 24 marzo nuova assemblea

L’ha convocata l’amministratore unico Marchetti, il Comune dovrà decidere se ripianare i debiti
CHIETI. Mentre la strada giudiziaria va avanti con la richiesta di fallimento di Teateservizi da parte della Procura di Chieti, il prossimo passaggio politico-amministrativo fondamentale per il futuro della società pubblica è quello di venerdì 24, quando è stata convocata la nuova assemblea dei soci. A convocarla è stato l’amministratore unico licenziato, ma per adesso ancora al suo posto, Massimo Marchetti. E anche questa volta, come era successo per la precedente assemblea dei soci, l’ordine del giorno è esplosivo. Marchetti in sostanza chiede ai soci, o meglio al socio unico rappresentato dal Comune, di ripianare le perdite o sciogliere la società. Lo aveva già fatto nell’assemblea del 10 marzo, prima che si venisse a conoscenza dell’inchiesta della Procura, ed è tornato a farlo anche questa volta. Nella scorsa assemblea Marchetti aveva portato all’approvazione del socio unico il bilancio 2019 chiedendone l’approvazione oppure, in caso contrario, chiedendo la liquidazione della società pubblica che dà lavoro a 37 dipendenti per gestire la riscossione dei tributi, i servizi cimiteriali, i parcheggi a pagamento e, una volta aperto, il tunnel pedonale del terminal bus. L’ultima assemblea dei soci, che fece andare su tutte le furie il sindaco Diego Ferrara, non portò all’approvazione del bilancio. Le perdite relative al bilancio del 2019 ammontano a poco più di 400mila euro. Marchetti torna a chiedere al Comune di ripianarle oppure di liquidare la società. Per lui non c’è altro modo per andare avanti. Marchetti dice di aver tentato di far approvare il bilancio già da gennaio dell’anno scorso, presentando più volte il documento contabile. Domani invece ci sarà l’assemblea generale dei lavoratori. L’hanno chiesta di comune accordo tutte le rappresentanze sindacali aziendali, costituite da Gabriella Cipressi (Confsal), Paolo Di Primio (Cisl Fp), Valentina Capozucco (Cgil Fp), Carmine Narni (Uiltucs) ed Emiliano Di Muzio (Felsa Cisl). I sindacati avevano appena firmato un accordo con il Comune per la stabilizzazione dei precari, accordo, però, già in parte disatteso. (a.i.)
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