Teateservizi, impiegati a rischio Agcom presenta il ricorso al Tar

Nel mirino c’è la proroga del contratto alla società, l’Autorità garante: «È illegittimo e va annullato» Adesso la richiesta dell’esercizio provvisorio per i 25 lavoratori potrebbe essere compromessa
CHIETI. La delibera con cui il Comune ordina il rinnovo del contratto con Teateservizi per la gestione dei tributi è «illegittima» e «va annullata». A chiederlo con un ricorso al Tar è l'Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcom). Il ricorso è stato notificato ieri al Comune: è l'ennesima doccia fredda nella vicenda Teateservizi, la società pubblica che si occupa di riscossione tributi e parcheggi a pagamento, dichiarata fallita lo scorso 21 febbraio. E mentre i sindacati di Teateservizi aprono lo stato d'agitazione invocando l'esercizio provvisorio, con questo ricorso la possibilità di applicare questa misura si allontana sempre di più. Se infatti il Tar dovesse dare ragione ai ricorrenti, annullando la delibera che dà l’ok al rinnovo del contratto di servizio, verrebbe a cadere il presupposto per l'esercizio provvisorio, vale a dire l'incarico che il Comune ha dato a Teateservizi per la gestione dei tributi.
IL RINNOVO DEL CONTRATTO Il ricorso al Tar nasce da un esposto del collegio dei revisori dei conti presieduto da Andrea Ruggeri. L'esposto censura il rinnovo del contratto con cui il Comune prorogava l'incarico della gestione dei tributi sino al 2028, deciso con la delibera di giunta 460 dello scorso giugno impugnata da Agcom. «Con tale delibera», si legge nelle 22 pagine del ricorso, «il Comune decideva di proseguire il rapporto contrattuale con la Società, alle stesse condizioni del precedente contratto, con l’impegno di adeguare l’aggio in base alle previsioni che sarebbero emerse in sede di concordato una volta approvato il bilancio stabilmente riequilibrato». Il collegio lamenta il fatto che il rinnovo è stato fatto «senza previamente valutare la sussistenza dei requisiti», vale a dire che non era stato spiegato perché riaffidare l'incarico a Teateservizi.
L'ESPOSTO DEI REVISORI L'esposto è partito il 9 ottobre scorso, a sei mesi dalla delibera consiliare del 27 marzo, la cosiddetta delibera Salva-Teateservizi, che dava il via libera al piano di risanamento della partecipata. La Salva-Teateservizi viene richiamata nell'esposto ma, pur essendo la madre dell'intero procedimento, non viene impugnata. Quello di cui si chiede l'annullamento è infatti il successivo atto di giunta, un atto meramente attuativo della delibera madre di marzo. Eppure nei riguardi della delibera di marzo i revisori si erano espressi con due diversi pareri, uno positivo e uno negativo, ma in nessuno dei due atti si trova traccia delle criticità al centro dell'esposto. A segnalare la particolare tempistica dell'intera vicenda è l'ex liquidatore Luca Di Iorio che, cessato il suo incarico, rifiuta ora di rilasciare dichiarazioni ma all'epoca aveva inviato due lettere ai soggetti interessati, mettendo in evidenza non solo le discrepanze temporali ma anche sollevando la problematica della «confusione» sulla natura dei servizi affidati che, per il liquidatore, erano una «funzione pubblica strumentale al raggiungimento dei fini istituzionali dell'ente» e dunque il Comune non avrebbe avuto bisogno di spiegare perché li affidava a Teateserivizi.
MANCATI RISCONTRI Agcom dice di aver chiesto al Comune precisi riscontri sul rinnovo del contratto. Ma «nel termine normativamente previsto, scaduto in data 3 febbraio», si legge nel ricorso, «l’amministrazione interessata non faceva pervenire alcun riscontro». Di qui l'avvio della procedura al Tar. Il sindaco Diego Ferrara e l’assessore alle partecipate Massimo Cassarino smentiscono però questa circostanza: «L’ente», assicurano, «aveva risposto nei tempi alle contestazioni che l’Agcom aveva sollevato».

