Teateservizi, manca il contratto Di Iorio sbotta: lavoratori a casa

18 Giugno 2023

Nuovo scontro tra liquidatore e amministrazione a causa dei ritardi sull’affidamento della riscossione Il documento riservato inviato al sindaco: «Impegni non mantenuti, ora ritiro il piano di concordato»

CHIETI. Il differimento della firma del contratto quinquennale di servizio per l’affidamento della riscossione a Teateservizi spalanca le porte a una nuova crisi tra il liquidatore Luca Di Iorio e l’amministrazione del sindaco Diego Ferrara. A tre giorni dall’assemblea dei soci, conclusasi con l’impegno a mantenere le redini della partecipata in liquidazione, traghettandola verso il risanamento, spunta un documento riservato nel quale il dottore commercialista e revisore contabile mette nero su bianco la volontà di ritirare «immediatamente» la proposta di concordato depositata il 31 marzo scorso e avvisa il Comune che «non provvederà a rinnovare alcuno dei contratti in scadenza a fine mese riguardanti i lavoratori interinali e a tempo determinato».
La nuova diatriba nasce per via della scadenza, fissata per martedì prossimo, di trasmettere al commissario giudiziale Cristiano Maria Corvi una copia del contratto di servizio conforme alla delibera approvata in consiglio comunale il 27 marzo scorso, in modo da consentire la stesura della relazione sull’ammissibilità del concordato che va depositata in tribunale entro il 28 giugno, considerata fondamentale per il giudizio dei creditori. Un documento necessario per convalidare le ipotesi formulate nel piano di risanamento e nel piano di concordato, ma che ad oggi nonostante gli impegni verbali e le dichiarazioni alla stampa non è ancora pervenuto negli uffici di piazza Carafa. È per questa ragione che il liquidatore lamenta di «non essere in grado di valutare gli effetti delle scelte sul programma di concordato» formulate dal sindaco durante l’assemblea e ribadisce che in mancanza del contratto di servizio il piano di risanamento non può essere attuato e quindi «è da ritirare». Il riferimento è alla proposta fatta da Ferrara a proposito dell’aumento chiesto da Di Iorio degli aggi (ossia dei costi del servizio di riscossione) e inseriti nella delibera approvata in aula, ma posticipati all’inizio del prossimo anno in ragione delle conseguenze del dissesto economico e finanziario. I tempi per l’approvazione del bilancio di previsione, infatti, si allungano: lo schema relativo alle annualità 2023-25 deve essere autorizzato dal ministero e, in mancanza del documento finanziario, non si possono prevedere le coperture economiche.
Il liquidatore, ventilando anche il venir meno della continuità dei servizi pubblici essenziali gestiti da Teateservizi, ricorda che «differenti modalità attuative» rispetto alla delibera «determinerebbero differenti risultati previsionali, con conseguente necessità di aggiornamento del piano e di rimodulazione dell’attestazione». Di qui la minaccia «salvo diversa disposizione scritta» del Comune di ritirare immediatamente la proposta di concordato già depositata e di non rinnovare i contratti in scadenza dei dipendenti della società, oltre che «l’assicurazione, la vigilanza, lo scassettamento dei parcometri e i consulenti», ma anche «il contratto per la stampa e postalizzazione del ruolo Tari», mettendo quindi seriamente a rischio la stessa riscossione della tassa sui rifiuti.
La lettera di Di Iorio è stata inviata ieri al sindaco, al segretario generale, agli assessori alle Finanze e alle Società partecipate, Tiziana Della Penna ed Enrico Raimondi, ai dirigenti dei settori interessati, al presidente del consiglio comunale Luigi Febo, al collegio dei revisori, ma anche al collegio sindacale di Teateservizi oltre che, per conoscenza, alla prefettura, alla Corte dei conti (sezione regionale di controllo e procura regionale), alla procura e al commissario giudiziale. Inoltre sono state informate anche le organizzazioni sindacali Felca Cisl, Uiltucs, Uil Fp, Cgil Fp, Cisl Fp, Confsal Fl che stanno seguendo la vertenza lavoro. Il centrosinistra, adesso, ha meno di 48 ore di tempo per firmare il contratto di servizio e mettere fine a una crisi aziendale che, come ha ribadito Di Iorio, a breve rischia di deflagrare «in modo irreversibile».
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