Teateservizi, oggi c’è il consiglio: si vota il piano anti-fallimento

Il documento sulla società pubblica dovrebbe essere approvato con l’ok della sola maggioranza Ecco quali sono le manovre per evitare il crac che spingerebbe il Comune verso il dissesto finanziario
CHIETI. È il giorno del salvataggio della Teateservizi. Dopo la seduta a vuoto di sabato, torna oggi pomeriggio in consiglio comunale la delibera con le linee guida del piano di risanamento della società pubblica in liquidazione. Passaggio delicato, quanto fondamentale, la delibera arriva in aula preceduta da una pesantissima lettera della Corte dei conti sulle partecipate del Comune e in particolare su Teateservizi. La Corte dei conti denuncia «gravi criticità nella gestione finanziaria e amministrativa di Teateservizi», sviscerando tutti i problemi della società pubblica di cui la Procura ha chiesto il fallimento.
IL VOTO La richiesta di concordato interrompe l’iter fallimentare, ma per arrivare al concordato il liquidatore di Teateservizi Luca Di Iorio deve portare entro il 31 marzo il piano concordatario, previa certificazione, in tribunale. Di qui l’importanza del passaggio consiliare, che deve dare subito il via libera alla delibera, a meno di non voler far saltare il concordato. E se non arrivasse l’ok dell’aula, a saltare sarebbero prima di tutto i contratti dei precari in scadenza al 31 marzo, a seguire i servizi da loro portati avanti, di conseguenza la società stessa fino ad arrivare al dissesto del Comune. Se la minoranza può restare a guardare, certamente la maggioranza del sindaco Diego Ferrara non può tirarsi indietro.
IL PIANO DI RISANAMENTO Il piano stilato da Di Iorio prevede innanzitutto che alla società resti la sola gestione della riscossione, gli altri due servizi (parcheggi e cimitero) dovranno essere riconsegnati al Comune. Viene prevista anche la ricapitalizzazione da parte del Comune attraverso la cessione di un immobile alla società - è stata individuata la sede comunale di via delle Robinie del valore di 1.061.000 euro - che diventerà la sede di Teateservizi, in modo che la partecipata non debba più pagare un affitto come avviene adesso. Nel piano è stata inserita anche la riorganizzazione industriale e la razionalizzazione dei costi. L’ultimo punto riguarda, invece, la riorganizzazione della forza lavoro, con tagli al personale. Quanto all’aggio, vale a dire al costo del servizio di riscossione, si prevede un aumento minimo a favore di Teateservizi (per la sola riscossione ordinaria si passa dal 2% al 3,4%). La questione dell’aggio aveva creato non pochi problemi al Comune, visto che la condizione di pre-dissesto dell’ente non permetteva di andare appieno incontro alle esigenze della partecipata. Il piano di risanamento ha tempi precisi: cinque anni a partire dall’ok del tribunale al concordato. E dunque si ipotizza che il risanamento possa concludersi nel 2028.
I LAVORATORI La nuova Teateservizi resterà con soli 17 dipendenti (12 a tempo indeterminato, uno a tempo determinato e 4 interinali). Gli altri 21 addetti (uno a tempo determinato e 20 interinali) non potranno rimanere nella società pubblica perché sono quelli che si occupano dei due servizi (parcheggi a pagamento e cimitero) che la partecipata rimette nelle mani del Comune. Ciò non significa, però, che perderanno il lavoro. Insieme ai sindacati è stata ipotizzata una strada per far sì che siano riassunti dal futuro gestore dei due servizi. Lo scorso 7 febbraio è stata firmata una bozza di “accordo di prossimità” che permette a Teateservizi di derogare ai limiti imposti dalla legge sulle proroghe dei contratti precari. Ma ora c’è bisogno che la bozza si trasformi presto in un accordo a tutti gli effetti. Perché anche questa intesa, come ha ribadito Di Iorio, «è condizione necessaria per il buon esito del concordato».
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