Teateservizi, oggi i creditori in tribunale

13 Giugno 2024

In 70 chiedono 5 milioni di euro: tra loro ci sono anche i lavoratori che, 2 giorni fa, sono stati licenziati

CHIETI. Ammonta a circa 5 milioni di euro la somma che i creditori hanno richiesto alla Teateservizi, la partecipata comunale fallita, per cui oggi si tiene in tribunale l’udienza per l’esame dello stato passivo.
Oggi si saprà, dunque, chi ha diritto, e in quale misura, al risarcimento del proprio credito vantato con la società fallita. Hanno fatto domanda di insinuazione al passivo poco più di una settantina di creditori. Tra di loro ci sono anche i dipendenti della Teateservizi, che due giorni fa hanno ricevuto le lettere di licenziamento dal curatore fallimentare, l’avvocato Guglielmo Flacco. Il loro credito nei confronti della società fallita era stato ammesso con riserva, ma proprio in funzione del licenziamento, la riserva è ora caduta e quindi il credito viene ammesso in maniera definitiva al passivo.
I lavoratori vengono inseriti nella categoria dei creditori privilegiati, nella stessa categoria ci sono anche diversi professionisti che hanno lavorato per la società pubblica. Anche il Comune ha fatto richiesta di insinuazione al passivo della Teateservizi, vantando un credito di 3 milioni di euro.
La richiesta del Comune è stata ammessa con riserva perché va ancora valutata per capire se la pretesa risponda al vero. Sarà il curatore a valutare se le istanze arrivate sono fondate. La proposta del curatore verrà infine accettata o meno dal giudice.
Chi viene ammesso al fallimento con l’udienza di oggi vedrà riconosciuto o meno il suo credito. Ma da qui al pagamento effettivo ci vorrà molto tempo e, soprattutto, bisogna capire se ci sono i soldi a disposizione per soddisfare le richieste dei creditori. L’amministrazione comunale del sindaco Diego Ferrara ha cercato sin da subito di evitare il fallimento della partecipata, nata nel 2007 allo scopo di riscuotere i tributi e che, via via negli anni, ha ricevuto dal Comune la gestione di diversi altri servizi. Per evitare il fallimento si è tentata la strada del concordato preventivo: il tribunale, però, tenuto conto del dissesto dichiarato dal Comune, non ha omologato il concordato, decretando il fallimento.
Il default ha creato gravi conseguenze al Comune, sia per i dipendenti rimasti senza lavoro sia perché il servizio riscossione è rimasto al palo per mesi e si sta ancora cercando la strada per riattivarlo. La Teateservizi è stata dichiarata fallita lo scorso 21 febbraio. Sul fallimento è aperta un'indagine della procura di Chieti con otto indagati per bancarotta fraudolenta.
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