Teateservizi, passa il concordato Società a un passo dal salvataggio

14 Dicembre 2023

Dal tribunale sì al piano per evitare il fallimento anche senza l’ok della maggioranza dei creditori La procedura scelta è il cosiddetto “cram down”: ultimi ostacoli da superare nell’udienza di gennaio

CHIETI. Sospiro di sollievo in casa Teateservizi. A due settimane dalla camera di consiglio dello scorso 28 novembre, il tribunale di Chieti scioglie la riserva e dà il via libera al concordato presentato dal liquidatore Luca Di Iorio, fissando l’udienza per procedere all’omologa.
Fallimento evitato, dunque, almeno per il momento: decisiva sarà l’udienza di omologa programmata per il prossimo 23 gennaio. Sostanzialmente i giudici Gianluca Falco (presidente), Marcello Cozzolino (estensore) e Francesco Grassi fanno capire che la nuova procedura del cram down – vale a dire la possibilità di procedere con il concordato nonostante non siano state raggiunte le maggioranze necessarie in adunanza dei creditori – può essere considerata come atto dovuto e che qualsiasi altro problema potrà essere esaminato in udienza.
A chiedere l’applicazione del cram down era stato il liquidatore Di Iorio. La procura, che per Teateservizi aveva chiesto il fallimento, nella camera di consiglio del 28 ha invece avanzato preclusioni all’accesso alla procedura di cram down. Ma le osservazioni del pubblico ministero Giuseppe Falasca non sono state considerate dai giudici «ostative alla formazione delle maggioranze di legge», ritenendo invece che possano essere «valutate nella distinta sede procedimentale del giudizio di omologazione unitamente alle ragioni che l’Agenzia delle entrate», che si è opposta al concordato in sede di adunanza dei creditori. L’aver fissato l’udienza per l'omologa tutela sia la società che i creditori.
Scrivono infatti ancora i giudici che se non fosse stata fissata l’udienza «i creditori dissenzienti perderebbero la possibilità di interloquire sulla proposta concordataria e, soprattutto, alla società richiedente verrebbe preclusa la possibilità di proporre reclamo».
Il pronunciamento dei giudici è stato molto ben accolto in municipio. «Con la decisione di oggi sappiamo che Teateservizi ha un’opportunità concreta di andare avanti, perché il tribunale fissando l’udienza di omologa, aggiunge un tassello importante alla procedura di concordato», dicono il sindaco Diego Ferrara e il presidente del consiglio comunale Luigi Febo. «Un passo che conferma la bontà del lavoro fatto per il risanamento della società e che, di conseguenza, ha un effetto benefico anche su quello dei conti comunali, considerata la rilevanza per l’ente del servizio di riscossione che Teateservizi gestisce. È un risultato in cui abbiamo fortemente sperato, scegliendo di proporre un tentativo doveroso di salvataggio della nostra partecipata, delle sue maestranze in primis, che in tutto questo tempo hanno lavorato con professionalità e dedizione nonostante la grave incertezza sul loro futuro lavorativo e dei suoi importanti servizi. Ora, l’auspicio è che il concordato possa andare avanti e dare i risultati sperati, affinché Teateservizi possa esprimere tutto il potenziale, anche quello fino a oggi rimasto inesplorato». Ferrara e Febo citano poi le due persone che più si sono spese per raggiungere questo risultato: «Ci preme ringraziare il liquidatore Luca Di Iorio per il delicato lavoro svolto e anche tutti coloro, fra consiglieri e assessori, in particolare Enrico Raimondi (che ha lasciato la delega alle finanze a metà ottobre, ndc), che hanno supportato una linea complessa ma possibile, come dimostra il rilevante passo avanti compiuto oggi».
Il liquidatore Di Iorio, che durante l’iter giudiziario è rimasto sempre in silenzio, questa volta rivolge un pensiero ai dipendenti della società pubblica che «nonostante le gravi incertezze riguardanti il futuro», sottolinea, «hanno continuato a lavorare con grande professionalità».
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