Teateservizi, pochi dieci giorni per l’ok all’esercizio provvisorio

6 Maggio 2024

La giunta chiedeva al curatore fallimentare una risposta a breve per riattivare la riscossione tributi Ma per Flacco non è possibile: «Il riscontro ci sarà quando l’Autorità garante visionerà il contratto»

CHIETI. Bene la delibera di giunta che sana alcune problematiche del contratto prorogato a Teateservizi per la gestione della riscossione, ma non il termine di dieci giorni assegnato al curatore fallimentare per esprimersi sulla possibilità di richiedere al tribunale l’esercizio provvisorio. Un termine che il curatore fallimentare, l’avvocato Guglielmo Flacco, non può rispettare perché la prossima mossa non sta a lui ma all’Agcm (Autorità garante della concorrenza e del mercato) che su quella proroga ha fatto ricorso al Tar.
Flacco ha sempre detto di non voler presentare la richiesta di esercizio provvisorio sulla base di una proroga che è sub iudice, essendo oggetto di un ricorso al Tar. Per superare l’impasse, lo scorso 30 aprile c’è stato un incontro tra curatore, Comune e Agcm, in cui l’Autorità ha chiesto di sanare le due cause di impugnazione al Tar della proroga contrattuale, cosa che il Comune ha fatto con l’ultima delibera di giunta, con piena soddisfazione del curatore. Bene dunque la delibera che dà mandato agli uffici comunali di sanare le due cause di illegittimità rilevate dall’Autorità garante, ma il termine assegnato al curatore per esprimersi non ha senso.
«Come curatore potrò dare un riscontro al Comune», spiega Flacco, «solo nel momento in cui l’Autorità garante avrà visionato il contratto per la prosecuzione della riscossione e lo avrà in qualche modo validato».
Il Tar dovrebbe esprimersi nel merito il 10 maggio. Un’udienza di cui il Comune dovrebbe chiedere il rinvio, perché se il Tar dovesse annullare, come chiesto dall’Agcm, il contratto prorogato lo scorso 2 agosto con Teateservizi, la richiesta di esercizio provvisorio senza più un contratto valido non avrebbe più i piedi per camminare.
L’Autorità garante della concorrenza e del mercato aveva fatto ricorso al Tar contro il contratto per la prosecuzione del servizio di riscossione ritenendolo illegittimo sono due profili: «Per la carenza assoluta di motivazione analitica in relazione alla modalità di affidamento scelta e alle ragioni del mancato ricorso al mercato», è scritto nel ricorso, «nonché per la durata sostanzialmente indeterminata dell’affidamento».
La delibera di giunta ha dato mandato agli uffici proprio di sanare questi due aspetti: proponendo una motivazione rafforzata in relazione alla modalità di affidamento del servizio e circoscrivendone la proroga a un anno. Quando gli uffici avranno portato a termine il loro compito l’Agcm dovrebbe esprimere un parere positivo. Solo allora il curatore potrà a sua volta esprimersi.
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