Teateservizi sotto inchiesta: irregolarità denunciate nel 2019

9 Marzo 2024

L’ex primo cittadino Di Primio: «Ho portato in procura le carte dopo i primi pareri negativi ai bilanci» Il sindaco Ferrara: «Confido nella giustizia, da me nessuna parola su chi è coinvolto nelle indagini»

CHIETI. È il 28 ottobre del 2019 quando, sul tavolo della procura teatina, arriva un esposto a firma dell’allora sindaco Umberto Di Primio. Sette pagine e in allegato un plico di 27 documenti e atti: tutti su Teateservizi. I conti della società pubblica non tornavano, tanto che i bilanci del Comune e quelli della sua partecipata non riuscivano ad allinearsi. Perché Di Primio denuncia questa situazione solo nel 2019? Perché in quell’anno, spiega, cambia il collegio sindacale della partecipata e saltano fuori «violazioni di legge». L’ex sindaco, da poco nominato difensore civico regionale, proprio in ragione del nuovo incarico che lo chiama fuori dall’agone politico, non ha intenzione di commentare l’inchiesta su Teateservizi che ha visto in questi giorni i primi interrogatori degli otto indagati. Ma vuole comunque ricordare quell’esposto del 2019 che, a suo avviso, ha dato il via all’indagine. Poche parole di commento arrivano anche dal sindaco Diego Ferrara che dice di confidare «sul corso della giustizia».
L’ESPOSTO IN PROCURA
Nel 2019 la poltrona di amministratore unico di Teateservizi sembra scottare più che mai: Carlo Festa si dimette a inizio anno, Giovanni D’Amico ci resta seduto per poco più di un mese, Massimo Marchetti si fa avanti ma ci sta scomodissimo. A marzo 2019 c’era stata la sostituzione del collegio sindacale e, scrive Di Primio nell’esposto, mentre in precedenza i pareri sui bilanci della società erano stati sempre positivi, il nuovo collegio evidenzia «una condotta che viola leggi e norme codicistiche». Il neoamministratore Marchetti viene chiamato dal sindaco a rispondere di questa situazione e sui debiti di Teateservizi con il Comune parla di «giroconti di somme importanti introitate dalla società senza alcun titolo. Tali giroconti venivano effettuati per far fronte, probabilmente, a esigenze di liquidità della società». Di qui parte l’esposto. Un atto che, dice Di Primio, «mi è pesato. Ma in ballo c’erano soldi che sarebbero dovuti andare al Comune ma che Teateservizi non aveva in cassa: non avrei potuto fare altrimenti, era mio obbligo denunciare».
LA CORTE DEI CONTI
Quanto la situazione di Teateservizi abbia influito sul dissesto del Comune è ancora tutto da ricostruire. Ci sta provando la Corte dei conti che a febbraio ha chiesto al Comune una serie di informazioni su chi ha governato la città dal 2015 al 2020. «Non è un’indagine su di me», precisa Di Primio, sindaco sino a ottobre del 2020, «la Corte sta facendo un percorso inevitabile quando si apre un dissesto. Deve verificare e controllare. E non si limita ai soli amministratori, ma le verifiche riguardano anche dirigenti e revisori dei conti. In questo caso è arrivata fino agli ultimi amministratori, quelli che hanno approvato i bilanci prima del dissesto, vale a dire l’attuale sindaco, l’assessore al bilancio, i consiglieri comunali di centrosinistra e i dirigenti: tutti indicati alla Corte al pari del mio nome».
IL SINDACO FERRARA
«Confido sul corso della giustizia per stabilire la verità. A causa dei danni provocati ai cittadini da scelte politiche, la cui eventuale illiceità e non conformità alle norme dovrà essere stabilita dagli organi inquirenti, è fuori luogo qualunque atteggiamento di pressappochismo, populismo, colpevolismo acritico, autoreferenzialità ed ego ipertrofico da “ve lo avevo detto io...”. Nessuno ha bisogno di ulteriori polemiche. Personalmente posso affermare che non pronuncerò una sola parola che possa minimamente ledere l’onorabilità di chi possa trovarsi coinvolto in queste indagini. Il mio unico interesse è continuare a lavorare per ridare dignità alla città».
©RIPRODUZIONE RISERVATA