Teateservizi, stretta sui morosi: via a 7.700 solleciti per la Tari

Le cartelle riguardano le imposte sui rifiuti non pagate dal 2016 per un totale di 10 milioni di euro Pronti anche 4mila avvisi di accertamenti esecutivi. Il liquidatore: «Nuovo impulso alla riscossione»
CHIETI. Teateservizi fa partire la caccia ai morosi e schiaccia sull’acceleratore dell’accertamento e della riscossione dei tributi municipali rimasti inevasi per anni. Dalla prossima settimana, infatti, la partecipata del Comune farà partire 7.700 solleciti riferiti alle tasse non pagate dal 2016 ad oggi, per una cifra che si avvicina ai 10 milioni di euro, mentre da fine agosto saranno spediti circa quattromila avvisi di accertamenti esecutivi. In parallelo prosegue l’attività di gestione ordinaria delle imposte locali con la previsione di 23mila cartelle di ruolo riferite ai conguagli della Tari da saldare entro il 31 luglio prossimo, in modo da coprire il 60 per cento circa del costo dell’intero servizio che è pari a 12.196.312,72 euro.
A illustrare la nuova stretta sui tributi non pagati è il liquidatore di Teateservizi Luca Di Iorio all’indomani del passaggio in consiglio comunale del piano tariffario. «Questo è innanzitutto un atto dovuto», commenta il dottore commercialista che, nei mesi scorsi, ha ricevuto dall’amministrazione del sindaco Diego Ferrara l’incarico di stilare il piano concordatario con il quale si sta cercando di salvare la società dal fallimento, chiesto dalla procura, e salvaguardare i posti di lavoro. «Ma vogliamo dare anche un segnale», prosegue Di Iorio, «e far capire che Teateservizi è viva, efficiente e in grado di svolgere al meglio i propri compiti di agente riscossore. Stiamo cercando di migliorarne le performance. Lunedì (domani per chi legge n.d.r.) vedrò il testo della delibera approvata in aula e, se i parametri restano confermati, già da mercoledì potranno partire gli avvisi di riscossione».
I debiti di chi non paga le bollette hanno contribuito negli anni scorsi a far lievitare il disavanzo del Comune e ad ingigantire il buco finanziario che ha poi portato la maggioranza a dichiarare il dissesto, a seguito della bocciatura del piano di riequilibrio da parte della Corte dei conti. Gli stessi giudici contabili Stefano Siragusa e Giovanni Guida, nelle 115 pagine della sentenza di mancata omologazione del documento, avevano sottolineano in un passaggio chiave che la partecipata «dovrebbe essere in grado di realizzare un’attività ben più incisiva di quella posta in essere dalla sua creazione ad oggi» e che, per recuperare i crediti di dubbia esigibilità, ci sarebbe stato bisogno di «un’attività di “aggressione” non ordinaria» da parte di Teateservizi. Di qui il nuovo impulso all’accertamento e alla riscossione delle tasse locali, impresso a seguito della firma del contratto di servizio quinquennale, con la previsione di inviare 7.700 solleciti per la Tari non pagata dal 2016 ad oggi, per una stima di 10 milioni di euro di mancati incassi, e di altri 4.000 avvisi di accertamenti esecutivi che arriveranno nella cassetta della posta delle famiglie morose a fine agosto.
Il 31 luglio, inoltre, tutti i contribuenti teatini dovranno saldare in un’unica soluzione l’imposta sui rifiuti relativa alle utenze domestiche e non, oppure procedere con il pagamento delle prime tre rate, di cui due già scadute il 31 marzo e il 31 maggio, ma che non erano state emesse dalla Teateservizi a causa dei ritardi accumulati nella determinazione degli importi. Una situazione che ha portato il consigliere di opposizione Stefano Costa (Forza Chieti) a denunciare l’«inefficienza» e il «danno» per le famiglie che «si ritroveranno da qui a 20 giorni a dover corrispondere una tassa che potevano pagare in tre comode rate. Tutto ciò in spregio non solo alle difficoltà delle famiglie, ma anche contravvenendo a norme di un regolamento comunale che prevede 5 comode rate, dando la possibilità solo a chi vuole di pagare in un’unica soluzione».
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