Tecnopack, rubati 250 metri di cavi di rame

San Salvo. Raid nella zona industriale di Piana Sant’Angelo. Scongiurato un assalto analogo a Gissi
SAN SALVO. I ladri di rame tornano in azione nel Vastese. Due i raid in 24 ore a San Salvo e Gissi. Nel primo caso la gang è riuscita a portare via 250 metri di cavi. A Gissi l’arrivo dei vigilanti ha costretto i ladri ad abbandonare il bottino e a fuggire.
COLPO ALLA TECNOPACK. Furto da manuale quello messo a segno la notte fra sabato e domenica alla Tecnopack, azienda che specializzata in imballaggi e materiale in legno a Piana Sant’Angelo nella zona industriale. Il capannone non è lontano dal casello autostradale Vasto sud. I ladri sono riusciti a portare via circa 250 metri di cavi di rame mandando in tilt convertitori di emergia elettrica e apparecchi elettrici ed elettronici. L’ammontare del danno è da quantificare. La scoperta è stata fatta ieri mattina. Sul furto indagano i carabinieri di San Salvo.
DEPURATORE ARAP. Nel mirino dei ladri di “oro rosso” è finito anche il depuratore dell’Arap della zona industriale di Gissi. Giovedì notte una gang dopo aver praticato con una cesoia un varco nella recinzione metallica dell’impianto, è entrata nella struttura e ha manomesso la cabina elettrica e staccato la corrente. Subito dopo la banda ha tranciato e prelevato i cavi in rame facendo scorta del materiale. All’uscita però i ladri hanno trovato una brutta sorpresa: la loro presenza era stata notata da due vigilanti della Federalpol. Alla vista dei due agenti i ladri hanno abbandonato il bottino sono fuggiti. I cavi di rame sono salvi, anche se resta il danno procurato e non è cosa da poco. Se nella zona è accesa qualche telecamera, l’obiettivo potrebbe aver ripreso la gang in azione. I controlli davanti a tutte le strutture pubbliche e private nelle aree industriali sono stati intensificati proprio per scoraggiare gli assalti ai capannoni.
IN AUMENTO I FURTI DI RAME. Il rame, oltre ad avere un’elevatissima conducibilità elettrica e termica e ad essere duttile, malleabile e riciclabile, è anche magnetico: attrae i furti, generando disagi a ciclo continuo. A farne le spese sono le imprese. Il motivo dell’aumento di razzie è semplice. In un anno il prezzo del rame è passato da 4,65 euro a 6,82 euro al chilogrammo. È un business estremamente proficuo per le organizzazioni criminali. Non a caso è nato l’Osservatorio nazionale sui furti di rame a cui ha aderito di recente anche Tim vittima si diversi raid.
Paola Calvano
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