Telefono e pc di Jois al setaccio: due esperti per scoprire la verità

27 Ottobre 2022

I periti dovranno controllare messaggi e profili social del 19enne trovato morto il 22 agosto scorso Per i risultati servono almeno 60 giorni. La procura: «Faremo di tutto per capire cosa è accaduto»

VASTO. «Faremo il possibile e anche l'impossibile per scoprire la verità». È quanto Vincenzo Chirico, il sostituto procuratore di Vasto ha assicurato ieri mattina a Pia Regina, la nonna di Jois Pedone, lo studente di 19 anni trovato senza vita il 22 agosto fra gli scogli di Punta Penna. Ieri mattina il magistrato ha nominato un perito che dovrà recuperare tutto il materiale contenuto nel computer e nel cellulare di Jois. La famiglia del ragazzo ha incaricato a sua volta un proprio perito, un esperto che arriva da Perugia. I due consulenti si incontreranno il 9 novembre. I periti dovranno passare al setaccio i profili social e le chat (tra cui Facebook e Telegram), ma anche tutte le e-mail e i messaggi sul cellulare, recuperando anche quelli cancellati. Il periodo da analizzare è quello compreso fra marzo e agosto del 2022. Un lavoro certosino per il quale serviranno almeno 60 giorni. Nomi, luoghi, eventi e dichiarazioni sospetto: i periti annoteranno ogni cosa. Tutto il materiale sarà poi confrontato con i risultati di altre perizie e con le registrazioni audio di Jois e le immagini registrate dalle telecamere della videosorveglianza nella notte fra il 21 e 22 agosto a Punta Penna. Sono oltre 300 le pagine del faldone su Jois, una pila di documenti alta 40 centimetri. «Una montagna di fogli che racchiude la verità su mio nipote», dice la nonna Pia Regina, «nonostante il dolore per la morte di mio nipote sia ancora atroce sono più serena dopo aver incontrato il procuratore Chirico. È un magistrato attento e preparato ma anche sensibilissimo. Gli sono immensamente grata per quello che sta facendo. Nulla sarà lasciato intentato». Jois Pedone aveva pagato un viaggio a Barcellona per l'11 e il 12 settembre , due giorni di vacanza prima di riprendere i corsi universitari a Parma. E invece è morto annegato a Punta Penna il 22 agosto. Il corpo di Jois è stato ritrovato in mare con un peso di più di 40 chili attaccato alla caviglia. La famiglia da subito ha scartato l'ipotesi del suicidio chiedendo agli inquirenti indagini approfondite. Poco alla volta è emerso un quadro inquietante ed è spuntata fuori la figura di una ragazza, definita "la sacerdotessa". Una giovane di Vasto con cui Jois era in contatto e che avrebbe sentito poco prima di sparire. La chat dove si parla di questa donna è composta da sei persone e il gruppo era chiamato"i figli della luna". Il creatore del gruppo avrebbe coinvolto Jois nella chat. Fondamentale è stata la testimonianza di una ragazza, amica di Jois, che ha raccontato a “Chi l'ha visto?” (programma di Rai 3), il patto di sangue fatto dallo studente e consegnato agli investigatori le registrazioni audio con la voce del ragazzo. «Confido negli inquirenti», conclude la nonna Pia, «Sono certa che Jois avrà giustizia».