Tenta di entrare in casa della ex e ferisce un carabiniere: arrestato

15 Marzo 2022

Alessio Bracciale, 33 anni, prende a calci la porta della donna che lo aveva già denunciato per stalking Poi si scaglia contro i militari e danneggia la cella di sicurezza. Aveva addosso anche un proiettile

CHIETI. Si è presentato a casa dell’ex compagna nel cuore della notte, infischiandosene del provvedimento del giudice che gli impediva di uscire; poi ha sfondato l’ingresso del condominio e ha iniziato a prendere a calci e pugni la porta dell’abitazione della donna, che lo aveva già denunciato per atti persecutori, furto aggravato, violazione di domicilio e minacce di morte; infine si è scagliato contro i carabinieri intervenuti sul posto e ha danneggiato la camera di sicurezza della caserma di Chieti Scalo. La scorsa notte Alessio Bracciale, 33 anni, idraulico ortonese, è stato arrestato dai carabinieri del Radiomobile di Chieti per una sfilza di reati: violenza, minaccia e oltraggio a pubblico ufficiale, lesioni personali aggravate, danneggiamento, inosservanza dei provvedimenti dell’autorità e detenzione abusiva di munizioni. Ieri mattina, il giudice Maurizio Sacco ha convalidato l’arresto e – su richiesta del pm d’aula Sergio Di Feliciantonio – ha disposto i domiciliari nei confronti dell’indagato, assistito dall’avvocato Rocco Giancristofaro.
LA RICHIESTA D’AIUTO
Ecco come sono andati i fatti, secondo la ricostruzione dell’accusa. Dopo le tre di notte, la donna, una 46enne di Francavilla al Mare, telefona al 112 raccontando che l’ex fidanzato è all’esterno della sua abitazione e sta colpendo con violenza il portone. L’uomo non potrebbe essere lì, considerando che – dopo la denuncia presentata dalla stessa donna per una serie di vessazioni – il tribunale di Chieti ha adottato nei suoi confronti la misura cautelare dell’obbligo di dimora a Ortona, con il divieto di allontanarsi dall’abitazione dalle nove di sera alle sei del mattino. Fatto sta che, nel giro di pochi minuti, sul posto si precipita una pattuglia.
LE MINACCE
«Apri la porta», grida Bracciale all’indirizzo della ex, accompagnando le urla con un insulto. A questo punto, l’uomo se la prende con i militari, minacciandoli e pronunciando frasi di sfida del tipo: «Mi dovete arrestare, altrimenti faccio un macello». Quando capisce che per la sua sfuriata sarà portato in caserma, il 33enne va su tutte le furie: prima cerca di colpire uno dei carabinieri con una testata, poi prova a sfilargli la pistola dal cinturone. Gli uomini dell’Arma faticano non poco per immobilizzare l’uomo, tant’è che uno di loro, finendo a terra, resta ferito a una mano. Mentre viene trasportato in caserma, Bracciale sputa più volte verso i militari, continuando a insultarli e a minacciarli: «Mo’ che esco vi ammazzo», grida. L’atteggiamento violento prosegue anche in ufficio. A questo punto, su disposizione del pm Giancarlo Ciani, finisce in manette.
LA SFURIATA IN CASERMA
Durante la perquisizione, l’indagato viene trovato in possesso di due cartucce calibro 12, di cui una vuota e l’altra utilizzabile. Come se non bastasse, il 33enne inizia a scagliarsi con violenza anche contro la porta blindata della cella di sicurezza, danneggiandola. In mattinata, considerando il ritrovamento dei due proiettili, scatta anche la perquisizione a casa dell’arrestato. Nella vicina abitazione dei genitori viene sequestrato un vecchio fucile da caccia.
L’UDIENZA
Ieri, in tribunale a Chieti, si è tenuta l’udienza di convalida. Bracciale si è avvalso della facoltà di non rispondere: il suo difensore ha chiesto i termini a difesa e il giudice ha rinviato il processo al 14 maggio. Il carabiniere rimasto ferito ha avuto 5 giorni di prognosi.
©RIPRODUZIONE RISERVATA