Tenta di incendiare il bar, arrestato

1 Aprile 2018

Piromane riempie la vetrina del locale in piazza Garibaldi di carta e plastica, un venditore di panini lo ferma prima del rogo

CHIETI. Prendeva carta e plastica dai cassonetti della spazzatura e infilava tutto nella saracinesca del bar Garibaldi, davanti alla caserma Spinucci. Un viaggio, due, tre. Con un obiettivo senza un perché: bruciare il bar. Fino a quando il titolare di un chiosco di panini l’ha visto, l’ha fermato e gli ha chiesto: «Oh, ma che stai a fare?». E lui gli ha risposto: «Se non ci stavi tu, mo lo gli mettevo fuoco», poche parole prima di sparire. È stato arrestato venerdì scorso con l’accusa di tentato incendio Massimo Di Pientrantonio, 51 anni di Chieti. Secondo la polizia, Di Pietrantonio sarebbe un piromane senza un motivo: uno che, in preda all’alcol, perde il controllo e si sfoga con il fuoco. È la stessa persona, arrestata lo scorso il 5 marzo scorso dopo aver appiccato 6 incendi in sequenza in via De Lollis, via Pellicciotti e via Valignani bruciando i cassonetti della spazzatura: in quell’occasione, accusato di danneggiamento, Di Pietrantonio era tornato subito libero anche se la pm d’aula Roberta Capanna aveva chiesto per lui i domiciliari. Adesso, secondo il gip Luca De Ninis, che ha accolto la richiesta del pm Giuseppe Falasca, Di Pietrantonio sarebbe «pericoloso» e potrebbe appiccare altri roghi: per questo, dice il gip, non può restare libero e, ora, si trova agli arresti domiciliari. Difeso dall’avvocato Luana Di Medio, sarà interrogato probabilmente martedì.
Stavolta, rispetto agli incendi appiccati in strada con un bilancio di due portoni lambiti dalle fiamme e 6 cassonetti distrutti, i danni potevano essere più ingenti: il bar Garibaldi si trova al piano terra di una palazzina di 5 piani abitata da decine di famiglie. Il tentativo di dare fuoco al locale risale alla notte del 20 marzo scorso: a rivelare quello che è successo non c’è soltanto il racconto del testimone venditore di panini ma anche il filmato ripreso dalle telecamere di sorveglianza del bar. In quella sequenza si vede Di Pietrantonio fare diversi viaggi dai bidoni della spazzatura fino alla serranda del bar e, ogni volta, trasportava cumuli di carta, cartoni e materiale plastico. Poi, si vede anche Di Pietrantonio pressare i rifiuti tra la saracinesca e la vetrata. Sarebbe bastato poco per mandare in fumo il locale.
Secondo l’indagine della squadra volante della polizia, guidata dal dirigente Antonello Fratamico, Di Pietrantonio era ubriaco mentre imbottiva la vetrina di immondizia per creare un innesco.
Il giorno successivo, i titolari del bar hanno presentato la denuncia e la polizia ha messo insieme gli indizi contro Di Pietrantonio. L’arresto è stato eseguito dalla Mobile, guidata dalla dirigente Miriam D’Anastasio.