Tentato furto nell’auto, una negoziante: abbiamo paura
FOSSACESIA. Tentato furto nell’auto di una parrucchiera, sabato sera, in pieno centro. Alla vettura è stato rotto il vetro di uno sportello. I ladri forse pensavano di trovare l’incasso all’interno...
FOSSACESIA. Tentato furto nell’auto di una parrucchiera, sabato sera, in pieno centro. Alla vettura è stato rotto il vetro di uno sportello. I ladri forse pensavano di trovare l’incasso all’interno del lavoro della donna, invece non hanno portato via nulla. Giovedì scorso, dopo la chiusura del suo locale era stato rapinato un barbiere, al quale, dopo una colluttazione avevano portato un braccialetio d’oro che aveva indosso.
A fare la scoperta che all’auto di Angela Di Giuseppe, proprietaria salone di coiffeur, è stata la sua collaboratrice Palma Moschetti, incaricata di andare a prendere il veicolo al parcheggio per portarlo vicino al laboratorio di via Roma. «Ho questo salone in pieno centro», racconta la parrucchiera, «ed è normale che il sabato si abbia una giornata lavorativa lunga, intensa e faticosa. Ma la sera, quando abbasso la serranda del negozio, non gira un’anima e questo favorisce la presenza di delinquenti. È noto che questi girino armati di coltelli. Sabato», spiega Di Giuseppe, «ho mandato la mia collaboratrice a prendere la macchina per non percorrere con borsa e incasso giornaliero quel tratto di strada. L’auto era in sostata nel vicolo deserto che collega a un parco dove è fiorente lo spaccio di stupefacenti. Ed dcco che la mia collaboratrice trova il vetro del finestrino rotto. È storia nota l’aumento della microcriminalità ma a quanto pare ci rimettiamo sempre noi lavoratori perché la finanza controlla se emetto la ricevuta, i vigili li abbiamo solo per farci multare, i carabinieri hanno i loro orari al di fuori dei quali non li trovi. Può essere normale che per far ritorno a casa devo assumere una guardia del corpo o comprarmi un’arma? Può essere normale che la sera devo fermare il primo passante che conosco per farmi assistere durante la chiusura e che mi accompagni a prendere la macchina?».
Linda Caravaggio
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