«Terme, teatro e tempietti romani chiusi perché...»

22 Febbraio 2016

la Soprintendenza risponde al Centro sui reperti di Chieti inaccessibili ai turisti, agli studenti e agli stessi cittadini

CHIETI. Mettiamoci una pietra sopra. Magari una pietra romana. Bagni esterni dell’Anfiteatro, il teatro, le terme ed i tempietti restano per ora inaccessibili ai teatini e ai turisti con qualche micro eccezione. L’inchiesta del Centro sui reperti, anzi i gioielli della nostra storia dimenticati, ha sortito la replica della Soprintendenza.

Il documento che pubblichiamo integralmente non porta la firma di Lucia Arbace, è anonimo. Ma è stato pubblicato sul sito della stessa Soprintendenza abruzzese. Eccolo: «L’inchiesta giornalistica pubblicata sulla cronaca di Chieti del quotidiano Il Centro dell’11/2/2016, a firma di Gino Di Tizio evidenzia lacune e criticità per la fruizione del patrimonio archeologico cittadino, in parte vere per noti motivi di mancanza di finanziamenti. La presente replica non intende rigettare le responsabilità di competenza, ma fornire opportune precisazioni ed emendare alcune informazioni inesatte.

Premesso che corre l’obbligo di ricordare che dal 7/10/2015 la manutenzione ordinaria e straordinaria del parco archeologico dell’anfiteatro è di competenza del Polo Museale dell’Abruzzo, a seguito della riforma del Mibact che ha assegnato a questa nuova struttura i Musei archeologici di Villa Frigerj e La Civitella, con soli 15 addetti ai servizi di vigilanza, impegnati quotidianamente nei due Musei. In ogni caso i servizi igienici esterni dell’Anfiteatro romano sono utilizzati in occasione delle manifestazioni canore estive dell’anfiteatro. La foto pubblicata è fuorviante perché è stata scattata inserendo l’obiettivo tra le sbarre di una cancellata chiusa: infatti i servizi vengono regolarmente puliti nel periodo di apertura e non utilizzati durante i mesi invernali e primaverili.

L’area è transennata per disincentivare l’accesso di coloro che commettono ripetutamente atti di vandalismo sulle strutture esterne del Museo ed evidentemente gettano rifiuti dentro la cancellata.

Per quanto riguarda la Soprintendenza Archeologia, nonostante la mancanza di personale addetto all’apertura dei complessi archeologici, si riesce a garantire la visita al Teatro romano, che viene aperto su richiesta grazie all’ausilio degli assistenti tecnici.

Presso il Teatro romano nel 2015 sono stati effettuati piccoli interventi di restauro con il rifacimento della scala metallica e la cura del verde - che evidentemente non riesce a tamponare efficacemente la maleducazione civica di chi vi getta rifiuti e imbratta le tabelle, che farebbe piacere vedere controllata e repressa dalle autorità preposte - è affidata al contributo volontario del Club Lions di Chieti.

Fino a qualche tempo fa si potevano visitare anche i Tempietti romani, e le Terme, monumenti per i quali la situazione si è fatta ora critica.

Per i Tempietti romani sono stati spesi a ottobre 2015 19 mila euro per interventi di risanamento e manutenzione ordinaria interna ed esterna per infiltrazioni che ne impedivano la fruizione. Con successivi interventi deve essere risanata la gradinata esterna per le pericolose infiltrazioni di acqua piovana. Pertanto la sensazione di abbandono corrisponde ad una effettiva necessaria fase di chiusura.

A conclusione di detti lavori si prevede una convenzione con Associazioni o Cooperative di giovani che possano gestire il sito come punto di informazione turistica, come già sperimentato alcuni anni fa. Le Terme romane sono oggetto di valorizzazione e restauro attraverso una convenzione con l’Università “G. D’Annunzio”, che dal 2014 ha permesso a numerosi studenti e laureandi di apprendere le tecniche di conservazione dei mosaici, che durante i mesi invernali vengono coperti per non subire deterioramenti.

Il problema, centrato dall’estensore dell’articolo, è che da anni le monumentali cisterne non sono visitabili a causa di notevoli infiltrazioni di acque fognatizie che l’Amministrazione comunale si è impegnata a riparare da oltre 2 anni, senza passare all’azione». (l.c.)