Terna “grazia” la mamma attivista

17 Maggio 2016

Dietrofront del colosso energetico: rinuncia a procedere in tribunale contro la Ferrante che si opponeva all’elettrodotto

LANCIANO. Certe volte anche le formiche, nel loro piccolo, possono resistere all’assalto dei giganti. È la storia della mamma attivista di Paglieta, Silvia Ferrante, che ieri, in una delle decine di udienze in tribunale che la riguardano, ha tirato un primo sospiro di sollievo. La società elettrica Terna, che l’ha citata 24 volte per una richiesta danni complessiva di 16milioni di euro, ha fatto un passo indietro e rinunciato, dinanzi al giudice civile di Lanciano, Cleonice Cordisco, a proseguire con le citazioni per l’attivismo dimostrato contro la realizzazione dell’elettrodotto Villanova-Gissi e per la lotta alla salvaguardia dell’ambiente e la tutela della salute dei cittadini. Dodici delle 24 citazioni in corso di giudizio sono state ritirate dal colosso energetico, tagliando della metà i procedimenti a carico di Silvia e aprendo di fatto la strada ad una vera e propria ritirata di Terna nei confronti di uno dei simboli della battaglia dei cittadini contro l’elettrodotto.

Il processo. Silvia, difesa dall’avvocato Pietro Silvestri, era stata citata in giudizio per interruzione di pubblico esercizio per aver manifestato 24 volte sui terreni coinvolti dalle immissioni in possesso. Ma a suo carico pendevano anche 30 denunce penali per violenza privata. Nell’ottobre scorso il Gip di Lanciano ha archiviato alcuni dei procedimenti perché le condotte non avevano rilevanza penale. Ieri, invece, Terna ha ritirato le citazioni in discussione dichiarando di voler «rilassare le tensioni». In aula sono intervenuti anche i sindaci che da sempre hanno appoggiato la campagna “Io sto con Silvia” e difeso le ragioni dei proprietari terrieri che si sono opposti alla realizzazione dell’elettrodotto: il sindaco di Castel Frentano, Gabriele D’Angelo, e quello di Lanciano, Mario Pupillo, intervenuto anche in qualità di presidente della Provincia. Assieme a loro e al Comune di Paglieta, sono scese in campo anche le amministrazioni di Civitaluparella e Frisa che hanno approvato in consiglio comunale delibere di solidarietà nei confronti della mamma attivista. Per il Www si «pone rimedio a una scelta sbagliata, ingiusta e inopportuna. Finalmente si può tornare ad un confronto basato su questioni di merito senza la minaccia di risarcimenti milionari».

Il coordinamento. «Se è vero che Terna vuole rilassare le tensioni», afferma in una nota il coordinamento dei comitati No Elettrodotto Villanova-Gissi, «dovrebbe rendersi conto della gravità di quanto fatto sinora, non solo nei confronti di Silvia, ma anche di chi sta ancora affrontando questo ingiusto calvario per non aver sottoscritto un accordo o per aver difeso i diritti dei proprietari. Nonostante questa vittoria il problema rimane: l’elettrodotto Villanova-Gissi è realizzato, con tutte le criticità già emerse e denunciate in questo ultimo anno da comitati e amministrazioni. A seguito del riconoscimento dell’ottemperanza tardiva delle prescrizioni il ministero dell’Ambiente, di concerto con la Regione Abruzzo, si è dato 60 giorni di tempo per la verifica di eventuali danni ambientali. Questi 60 giorni sono passati e ad oggi non risultano essere state effettuate tutte le verifiche necessarie. Dopo i 60 giorni di tempo doveva essere emesso un parere finale, che non è mai giunto. Che cosa sta accadendo?».

Citazioni ancora in piedi. Resta ancora sotto processo il tecnico Antonio Di Pasquale, citato in giudizio civilmente e penalmente e su cui pende una richiesta-monstre di risarcimento danni: oltre 300 milioni di euro. Nessun dietro front di Terna nemmeno per la famiglia di proprietari di Sant’Onofrio, Aurelio, Cinzia e Vito Del Bello e Franca Colanero e per la famiglia Paolucci, composta peraltro da una nonnina di 95 anni, che all’epoca delle immissioni in possesso versava in condizioni fisiche precarie tanto da non recarsi sui terreni.

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