Terna, il comitato del no contro il mega elettrodotto

13 Novembre 2014

Trattori e cento persone bloccano il passaggio a Bucchianico, arrivano i carabinieri Altri Comuni pronti ascendere in campo per fermare l’impianto Villanova-Gissi

BUCCHIANICO. Terna costretta ad abbandonare i cantieri, le proteste popolari continuano pacifiche, ma decise a difendere il territorio. I Comuni interessati dalla costruzione dell'elettrodotto Villanova-Gissi a 380 mila volt in doppia terna e torri alte fino a 75 metri sono sedici e per alcuni c'è un vero e proprio patrimonio paesaggistico da salvaguardare. Intanto ieri due presidi di cantieri, fra Bucchianico e Fara Filiorum Petri, hanno mandato a casa i rappresentati di Terna a bocca asciutta. «Il mio no a Terna, il grande operatore di reti per la trasmissione dell'energia, è perché su 30 ettari di terreno si piazzerebbero tralicii al centro dell'area distruggendo un'azienda agricola biologica» afferma Lorenzo Tucci proprietario terriero di Bucchianico che continua spiegando le condizioni di compravendita «Terna offre 5 mila euro per due ettari e mezzo di terreno e ci sono svariati vincoli da rispettare come quello di non costruire e di non mettere su nessuna attività se non a una distanza di circa un centinaio di metri dai tralicci e dalla proiezione in terra dei fili».

Ieri mattina il sit in sul terreno del signor Tucci in contrada Casoni, dove a ostruire il passaggio c'erano due mezzi agricoli e un centinaio di cittadini, ha portato buoni esiti mandando a casa i rappresentanti dell'azienda. Invece ieri pomeriggio la manifestazione si è spostata a Fara Filiorum Petri, in zona Cerrone.

Anche qui a fiancheggiare il no del proprietario all'insediamento di Terna c'erano un'ottantina di cittadini. Questa mattina la protesta contro l'elettrodotto si è spostata a Casacanditella, martedì si sposterà a Lanciano.

«Nel territorio di Bucchianico dovrebbero sorgere undici piloni in tutto e sarebbe un ulteriore deterioramento del paesaggio dei calanchi già rovinato dalla linea dell'elettrodotto esistente, senza parlare del problema della salute» spiega il consigliere del M5S, Alfredo Mantini «il senso delle proteste è quello di bloccare l'inizio dei lavori da parte di Terna e per fare questo non devono entrare nelle aree private. Alle manifestazioni in prima linea ci sono i membri del Cast (Comitato ambiente salute e territorio), di Zona 22, centro sociale di San Vito Chietino, Forum dell'acqua e altri gruppi per la tutela del territorio e la salute dei cittadini attivi».

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