Terna ribatte alle proteste «Incontriamo i sindaci»

Elettrodotto, dopo il nuovo no dei primi cittadini e quel “vergogna” urlato da una donna di Orsogna, la società apre a un nuovo confronto con il territorio
ORSOGNA. Terna Rete Italia dà la piena disponibilità a incontrare i Comuni interessati dall’elettrodotto Villanova-Gissi. La battaglia per il no alla realizzazione di questa importante opera sta vivendo negli ultimi giorni di momenti cruciali. Alle proteste dei sindaci, all’opposizione commovente delle persone dei territori su cui l’elettrodotto avanzerà, la Terna Rete Italia risponde con la massima apertura possibile. «Terna Rete Italia comunica di aver confermato alla Regione Abruzzo la consueta e piena disponibilità a incontrare nelle prossime settimane i sindaci dei comuni interessati al costruendo elettrodotto 380 kV Villanova–Gissi, per approfondimenti per valutare criticità localizzative, opera per la quale prosegue positivamente il confronto con gli uffici regionali e ministeriali per le verifiche di ottemperanza delle prescrizioni previste dal Decreto autorizzativo».
Con questa nota, la società del Gruppo Terna che si occupa dell’esercizio, della manutenzione e dello sviluppo della rete elettrica di trasmissione nazionale, ha aperto le porte a nuovi scenari. Semplici dichiarazioni di facciata o reale volontà di ascoltare le voci dei cittadini? Staremo a vedere. Quel che rimane certo, invece, è che l’opposizione dei Comuni interessati dal possibile elettrodotto non si fermerà. Trascorrono ancora negli occhi di chi le ha viste, le immagini della donna che l’altro giorno ad Orsogna urlava «vergogna» verso i rappresentanti dell’azienda, mentre iniziavano gli espropri dei terreni per la realizzazione dell’opera. Floriana Palaccio, la protagonista del video diventato virale sul web e proprietaria dell’autolavaggio di contrada San Berardino, a Orsogna, rappresenta in questi giorni l’icona di un popolo che chiede di non essere intaccato dalla tranquillità in cui ha vissuto fino ad oggi. E infine ci sono i sindaci, come quello di Castel Frentano, Gabriele D’Angelo, che si sente abbandonato dalle istituzioni nella lotta al no all’elettrodotto. «Noi lasciati soli con i cantieri che avanzano», aveva dichiarato dieci giorni fa, appellandosi a D’Alfonso affinchè intervenga in maniera decisa. Ad ogni modo la partita pare essere ancora aperta, ma di certo siamo alle battute finali.
Alfredo Sitti
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