Terreni in affitto, la Corte d’appello condanna il Comune
CELENZA SUL TRIGNO. La Corte d’appello ha condannato il Comune di Celenza sul Trigno a risarcire i danni alla società cooperativa Sud Est e al suo rappresentante, Sandro Antenucci. Il Comune dovrà...
CELENZA SUL TRIGNO. La Corte d’appello ha condannato il Comune di Celenza sul Trigno a risarcire i danni alla società cooperativa Sud Est e al suo rappresentante, Sandro Antenucci. Il Comune dovrà sborsare tra 35.000 e 40.000 euro. La vicenda è l’epilogo del contenzioso fra il Comune e la società Sud Est di Sandro Antenucci.
Tutto è cominciato quando il 10 novembre 2011 il Comune ha stipulato un contratto di affitto di alcuni terreni comunali gravati da uso civico della durata di sei anni. I terreni sono stati immessi nella detenzione dei fondi il 26 novembre 2012, cioè con un anno di ritardo. Il Comune addebitò il ritardo a una sentenza del Tar che aveva annullato i provvedimenti comunali. Da qui il ricorso della coop Sud £st ai giudici. Sandro Antenucci chiese il risarcimento dei danni per mancata utilizzazione dei fondi e sopportazione di spese. Il tribunale, però, rigettò la domanda rilevando correttezza e buona fede nella conclusione del contratto e la incolpevolezza da parte del Comune che si era attenuto a quanto stabilito dal Tar. La Corte d’appello dell’Aquila, invece, ha rilevato che il Comune ha violato «un contratto validamente concluso ed efficace» e lo ha adempiuto con ritardo. Il Comune, ha quindi un «comportamento colpevole» e ha adottato «provvedimenti illegittimi».
A parere della Corte, anzichè tirare in ballo il Tar, il Comune avrebbe dovuto prevedere il contenzioso non essendoci impossibilità obiettiva a eseguire una prestazione. Il Comune esce quindi sconfitto dal contenzioso. «La sentenza»,scrive in una nota il Patto per la Rinascita, gruppo politico all’opposizione, «rileva da parte del Comune un comportamento negligente che ha causato danni e della mancanza di diligenza che li avrebbe evitati. Ma il comportamento è delle persone che guidano il Comune, degli amministratori, della giunta e, in primis, del sindaco. Una somma del genere mette il Comune in ginocchio. Noi non godiamo, sia ben chiaro, siamo addolorati dalla vicenda, come lo sono tutti i cittadini sui quali ricadrà questo peso. Non sappiamo se in bilancio ci sono somme accantonate. Il cittadino, tuttavia, comincia a temere un aggravio di tasse e questo non può certo fargli piacere». Il gruppo d’opposizione chiedendo le dimissioni dell’amministrazione. (p.c.)
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