Test, 46 sindaci: usate quel macchinario

Lettera a Regione, Asl, prefetto e Anci per sollecitare l’impiego di un mezzo, fermo, del laboratorio analisi dell’ospedale
LANCIANO. Analizzare i tamponi Covid con un macchinario del laboratorio analisi dell’ospedale di Lanciano e ridurre così i tempi di attesa di risposta dei test. È il suggerimento contenuto in un passaggio della lettera inviata al presidente della Regione, Marco Marsilio, alla Asl Lanciano Vasto Chieti, al prefetto di Chieti Giacomo Barbato, e al presidente Anci, Antonio Decaro, da 46 sindaci chietini, che denunciano il «drammatico, inaccettabile e inspiegabile» ritardo con cui vengono effettuati e refertati i tamponi in provincia e l’inadeguata comunicazione della Asl verso i primi cittadini.
IL MACCHINARIO. Potrebbe segnare una svolta nella lotta contro i ritardi dei risultati dei tamponi il macchinario presente nel laboratorio analisi dell’ospedale Renzetti. Un mezzo, usato per lo screening del cervico -carcinoma, ora fermo, che potrebbe essere riconvertito per i test Covid. A segnalare la presenza del macchinario sono stati 46 sindaci frentani e vastesi, in una lettera scritta alla Regione. Un’ipotesi, fanno notare alcuni, che potrebbe non essere strampalata visto che la riconversione di un macchinario simile è stata già fatta nelle Marche, e sta funzionando. Servirebbero l’attenzione della Asl e diverse autorizzazioni per entrare in funzione, ma ridurrebbe i tempi di attesa dei test e sarebbe utile anche per l’ospedale stesso, per il controllo del personale e dei pazienti.
LA LETTERA. «È inaccettabile e inspiegabile il ritardo, con il quale vengono effettuati e refertati i tamponi per diagnosticare il coronavirus», denunciano i primi cittadini, «anzichè in 48 ore al massimo, arrivano, forse, dopo oltre 18 giorni. Una situazione che genera poi ritardo nelle cure, nella quarantena dei familiari e quindi un rischio personale e per la comunità. Le persone in assenza di diagnosi certa infatti non sono obbligate a stare a casa, e se asintomatiche, possono andare a fare la spesa e lavorare. Nei nostri territori colpiti dal coronavirus, i cittadini hanno rispettato le disposizioni impartite dalle autorità: ciò nonostante centinaia di persone si sono ammalate. Tanti cittadini sono stati sottoposti a tampone senza aver mai avuto contezza del risultato, e sono molto di più di quelli che hanno avuto una diagnosi positiva o negativa dai tamponi». E a peggiorare la situazione è la mancanza di comunicazioni da parte della Asl, sui positivi, i degenti in ospedale che «sono atto dovuto e non una cortesia facoltativa» sottolineano i sindaci che chiedono la compattezza delle istituzioni.
LE RICHIESTE. Tre le domande poste a Marsilio. In primis le cause dei ritardi dei tamponi nel territorio e i correttivi da adottare. Poi quali sono le soluzioni da prendere per colmare la carenza di informazioni nei confronti dei sindaci, specie quelle relative ai cittadini risultati positivi al test anche al fine di agevolare la ricostruzione della “catena dei contagi”. Infine se si procederà con l’esecuzione di tamponi sierologici sulla popolazione regionale.
I COMUNI. A firmare la lettera i sindaci di: Casoli, Altino, Roccascalegna, Gessopalena, Vasto, Lanciano, Palombaro, Fara San Martino, Torricella Peligna, Bomba, Montenerodomo, Taranta Peligna, Guardiagrele, Pizzoferrato, Carunchio, Colledimacine, Lama dei Peligni, Lettopalena, Civitella Messer Raimondo, Palena, Montelapiano, Roio del Sangro, Monteferrante, Colledimezzo, Sant’Eusanio del Sangro, Montebello sul Sangro, Archi, Paglieta, Scerni, Gissi, Torrebruna, schiavi d’Abruzzo, Fresagrandinaria, Furci, San Salvo, Villalfonsina, Cupello, Pollutri, Roccaspinalveti, Castiglione Messer Marino, Castel Frentano, Celenza sul Trigno, San Buono, Castelguidone, Fraine e San Giovanni Lipioni.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

