Testa di cinghiale tra i rifiuti del Foro

Gli operatori turistici: «Il nostro lavoro è compromesso»
ORTONA. La testa di un cinghiale giace sull’arenile, nel tratto nord della costa di Ortona, a pochi metri dalla foce del fiume Foro. È l’immagine simbolo dello stato di abbandono in cui versa questa spiaggia, devastata dalle mareggiate e da un corso d’acqua che ha trascinato con sé, lungo il percorso, ogni genere di rifiuto che ora rimane lì, in attesa di essere rimosso, magari prima che arrivi l’estate. D’altronde è questo anche il volere degli operatori turistici, che tra la stazione di Tollo-Canosa e la foce del Foro hanno stabilimenti balneari e bed&breakfast. «Una spiaggia pulita durante l’intero anno», chiedono a gran voce. Tuttavia, per il momento devono fare i conti con ciò che su di essa si può trovare, cioè di tutto. Dopo aver mostrato nei giorni scorsi la situazione negli ultimi chilometri del fiume Arielli, tra mini discariche lungo gli argini e detriti che occupano l’alveo del torrente, Il Centro riporta l’ennesima testimonianza di un ambiente martoriato. Rami, tronchi e sassi spadroneggiano nelle vicinanze della foce del Foro, ma sono il minore dei mali. Il vero problema ha a che fare con gli altri materiali, quelli che la mano incurante dell’uomo ha gettato sulla spiaggia, oppure ha abbandonato sul territorio, lasciando che il fiume li trascinasse con sé. Il risultato è una vera e propria discarica: pneumatici giacciono tra la sabbia, con il mare che li ricopre a ogni onda che si scaglia sulla riva. Bottiglie di vetro e pezzi di plastica provenienti dalle serre acuiscono il degrado, così come i contenitori di plastica svuotati di prodotti usati in agricoltura. A ben vedere tra i granelli di sabbia scorgiamo anche una scatola ancora piena di medicinali: nemmeno questi risparmiano un tratto di costa che grida aiuto.
E poi c’è quella testa di cinghiale, un’immagine da scenario macabro che denota il reale stato del litorale nord di Ortona. «Il mare va vissuto tutto l’anno» ripetono gli operatori turistici, nella speranza che al più presto si avvii un’azione che ridia il giusto splendore a questo tratto di costa. «La spiaggia del Foro durante l’estate diventa meta di tanti bagnanti», sostiene Vincenzo Petrizzelli, titolare di un b&b in questa zona, che «ricordo racchiudere in sè il Parco delle dune. Il degrado presente», evidenzia, «danneggia il nostro lavoro, in cui ci impegniamo per gran parte dei mesi dell’anno. Purtroppo ci ritroviamo in questa spiacevole situazione su una spiaggia che di per sé viene sempre più apprezzata», aggiunge Petrizzelli, «tant’è che posso garantire di avere già delle prenotazioni per il periodo di agosto. Speriamo che non si aspetti maggio per ripulire il litorale, è un’attività che per rispetto della natura andrebbe fatta tutto l’anno, e non solo alla vigilia della stagione balneare».
A tal proposito va detto che proprio Petrizzelli lo scorso anno organizzò nel mese di maggio l’iniziativa “Facciamo più bella la spiaggia del Foro”. Una giornata dedicata alla pulizia del lido tra il fiume Foro e il ruscello Ghiomera alla quale parteciparono anche i ragazzi dell’Anffas di Ortona, cui venne devoluto il ricavato dell’evento grazie alla vendita di gadget, magliette e adesione al pranzo. In quell’occasione furono circa ottanta le persone che aderirono per rilanciare una delle spiagge più caratteristiche della costa abruzzese. Quest’anno quasi certamente verrà riproposto: «È un modo per dare anche un nostro contributo», conclude Petrizzelli, «affinché questa zona possa essere resa ancor più vivibile».
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