Testa: non esistono zone franche

Il procuratore capo: «La nostra attenzione è massima anche per Chieti Scalo»
CHIETI. «Chieti Scalo non è una zona franca: per noi è motivo di preoccupazione». Lo ha detto il procuratore capo, Francesco Testa, nel corso di una conferenza stampa sulla maxi operazione di polizia e fiamme gialle alla quale hanno partecipato il questore Ruggiero Borzacchiello, il comandante provinciale della guardia di finanza, colonnello Serafino Fiore, il vice questore dello Sco Luigi Bovio e il capo della squadra mobile Miriam D'Anastasio.
«Abbiamo la sensazione che Chieti Scalo sia considerata come una zona distaccata della città, un po’ dalla stessa cittadinanza, un po’ dalle istituzioni, un po’ forse dall’imprenditoria», ha aggiunto Testa. «Abbiamo avuto la sensazione che i cittadini dello Scalo si siano sentiti lasciati soli. Ma per noi non è così: i fattori criminali che avvengono a Chieti Scalo sono oggetto di attenzione come tutti gli altri».
«A prescindere dall’operazione odierna», ha aggiunto il questore Borzacchiello, «il nostro impegno per Chieti Scalo è massimo. Proseguiranno i controlli nei locali della movida per rendere fruibile la vita notturna nei limiti della decenza e della legalità. Agli arresti sono finiti anche esponenti della tifoseria organizzata del Chieti calcio. Parliamo di personaggi pericolosi che impegnavano anche dei minori nella loro attività, con tanto di vedette, guardiani e pusher».
«Questa indagine è frutto di un’attività complessa che, lo scorso dicembre, ha permesso di individuare anche una maxi frode fiscale legata alle indebite compensazioni», ha spiegato il colonnello Fiore. «La cocaina», ha svelato il vice questore aggiunto D’Anastasio, «arrivava a Chieti dalla Campania attraverso Sulmona. Si tratta di cocaina quasi purissima: talmente potente che sorprende gli stessi pusher. Gli arrestati erano considerati personaggi ai quali rivolgersi per acquistare droga non solo nel territorio di Chieti, ma anche dai paesi della provincia di Pescara. Il lavoro degli agenti sotto copertura ci ha consentito di penetrare nelle maglie serratissime di questo gruppo criminale».
Le indagini sono state condotte dai poliziotti della squadra mobile, con la prima e la quarta sezione dirette dagli ispettori superiori Stefano Bini e Gabriele Miccoli, e dai finanzieri della compagnia di Chieti e della sezione di polizia giudiziaria. (g.let.)

