Thales, l’azienda è salva C’è l’accordo con Tekne

14 Maggio 2016

La ditta di Poggiofiorito rileva lo stabilimento teatino con tutta la forza lavoro Sindacati e dipendenti soddisfatti dopo una vertenza e due mesi di sciopero

È fatta, l’accordo c’è e, a detta dei sindacati, è anche «un eccellente accordo». Si è chiuso così, poco prima delle 20 di ieri, il vertice tra il management Thales, presente al tavolo con Fabrizio Monsani e Cosimo Lai, con Fabrizio Citriniti per Confindustria, e le organizzazioni sindacali capitanate dal delegato Fiom Cgil, Davide Labbrozzi.

E finalmente, dopo la svolta di lunedì scorso con la proposta della Tekne di Poggiofiorito di rilevare il sito con tutta la forza lavoro, arriva un altro giorno importante per l’insediamento scalino di via Mattei. Il centinaio scarso di lavoratori, che ha portato avanti una durissima protesta partita il 22 marzo scorso con sciopero e occupazione, può ora tirare un bel sospiro di sollievo. L’incontro era partito ieri pomeriggio su basi per nulla rassicuranti. Il fatto che il giorno prima il tavolo fosse saltato non faceva presagire nulla di buono.

Un cortocircuito che ha messo tutti in allarme. Il problema era nei rapporti tra management italiano della multinazionale francese e rappresentanti sindacali, rapporto logorato da una lunga storia di mancato dialogo sfociato in 53 giorni di sciopero e di occupazione della fabbrica. I nodi erano rappresentanti dagli incentivi che l’azienda offriva sia per il trasferimento che per l’esodo, che i sindacati avevano giudicato assolutamente insufficienti e le garanzie occupazionali per i 24 lavoratori legati al progetto Starmille. Nodi ora superati, nonostante il vertice fosse stato parecchie volte in bilico, con almeno due momenti in cui si è sfiorata una insanabile rottura. Poi l’azienda ha deciso di alzare l’importo degli incentivi e di fornire adeguate assicurazioni sul progetto Starmille che dal primo giugno concluderà la procedura di cessione di ramo d’azienda a una nuova società formata dalla Thales francese e dal partner malese Sapura.

Nessun problema, infine, anche per quanto riguarda la proposta di acquisto da parte della Tekne dell’amministratore Ambrogio d’Arrezzo. Dopo la firma dell’accordo i sindacati sono tornati in fabbrica per spiegarne i contenuti ai lavoratori e passare alla ratifica che comporta la fine dell’occupazione e delle sciopero. La ripresa delle attività nel sito di via Mattei è basilare per ridare un futuro allo stabilimento di via Mattei che ha una storia antica e piena di successi. Fu realizzato dalla Telettra che, acquisita dalla Fiat a metà degli anni ’70, nel 1973, presa una grossa commessa per la fornitura all’esercito italiano di sistemi di comunicazione radio tattici basati sulla tecnologia francese della società Thomson, da cui è nata l’attuale Thales, decise di impiantare un nuovo insediamento industriale per le attività del settore difesa e la scelta cadde proprio su Chieti Scalo. Alla fine degli anni ’80, Fiat decise di uscire dal settore delle telecomunicazioni e cedette Telettra ad Alcatel che, alla fine degli anni 90 scorporò le attività della difesa per cederle alla Thomson e quindi alla Thales. Ora si chiude anche l’era Thales e parte quella della Tekne, la cui sede principale è a Poggiofiorito ma le commesse di lavoro sono in tutto il mondo, anche nel settore della difesa militare, quello in cui ha sinora lavorato il sito industriale teatino.