Thales, no a tagli e mobilità Operai e sindacati in piazza
L’azienda verso 32 licenziamenti, altri 66 lavoratori in cassa integrazione Labbrozzi (Cgil) a Di Primio: subito un incontro col sottosegretario Alfano
CHIETI. Un incontro con il sottosegretario alla Difesa, Gioacchino Alfano, ed un consiglio straordinario che dovrebbe essere convocato subito dopo Ferragosto. Il sindaco Di Primio assicura impegno per la vertenza occupazionale divampata alla Thales spa.
Un centinaio di lavoratori dell’azienda con sede allo Scalo, ieri mattina, si è radunato sotto all’ex Banca d’Italia, sede provvisoria del Comune, per manifestare tutta la propria preoccupazione per i paventati licenziamenti annunciati dall’azienda italiana leader nella ricerca, produzione, integrazione e manutenzione di apparati e sistemi elettronici impiegati per la difesa, la protezione civile, le forze di polizia, i vigili del fuoco e l’anti-terrorismo. «La situazione è complicatissima- ammette Davide Labbrozzi, segretario provinciale Fiom Cgil- in quanto l’azienda ha minacciato 32 licenziamenti ed ha avviato, in maniera unilaterale, le procedure di cassa integrazione ordinaria per 66 dipendenti del sito di Chieti». Dove lavorano 107 dipendenti, tutti con un profilo professionale altamente qualificato. Un’eccellenza teatina, l’ennesima, messa a repentaglio dalle scelte, piuttosto discutibili a detta dei sindacati, dei vertici aziendali della Thales spa. «Dal 1 luglio è scattata la riorganizzazione del sito dello Scalo con la suddivisione in tre aree di lavoro. Un settore si occupa del business legato al progetto della “Radio del soldato” che ha beneficiato di milioni di euro di fondi pubblici e che adesso potrebbe essere ceduto ad una multinazionale malese con tutti i risvolti negativi del caso. Un altro comparto aziendale- spiega Labbrozzi- deve essere ancora identificato ma al suo interno, dove lavorano più persone, sono stati anticipati i 32 esuberi di personale. Nel terzo e ultimo settore della Thales spa, costituito da poche unità, si lavora alle reti numeriche interforze. Attività che, però, vengono svolte per lo più nella sede di Sesto Fiorentino. Per questo temiamo un trasferimento di questi lavoratori». Con il rischio concreto che lo stabilimento dello Scalo venga smantellato. Da qui la levata di scudi dei sindacati della Thales che chiedono l’immediato intervento delle istituzioni locali per impedire che il disegno del management dell’azienda si concretizzi con lo svilimento ulteriore della zona industriale cittadina. Già teatro, negli ultimi anni, di una vera e propria moria di aziende. Il sindaco ha garantito che farà la sua parte. Lunedì, in tal senso, invierà una lettera accorata sul caso Thales, al sottosegretario alla Difesa Gioacchino Alfano.

