Tiberini: date servizi all’ospedale
Casoli. Il sindaco alla Regione: fate qui lo “stabilimento sanitario di Lanciano”
CASOLI. «Pari dignità tra i territori e le famiglie, in gioco i principi di uguaglianza e non discriminazione». Lo afferma il sindaco di Casoli, Massimo Tiberini, dopo le indiscrezioni emerse sulla nuova programmazione regionale della sanità. «Chiedo», dice il primo cittadino, «un ulteriore confronto con l’assessore Nicoletta Verì in considerazione del proficuo incontro avuto già in Regione per verificare e contribuire a dare maggiori servizi sanitari ai nostri cittadini».
In questi anni a Casoli si è proceduto, con una serie di investimenti, a riattivare molti servizi ospedalieri e a garantirne di nuovi. «Se è intenzione del nuovo governo regionale proporre Guardiagrele come “stabilimento ospedaliero con sede di pronto soccorso, funzionale al presidio ospedaliero di Chieti”, come proposto dall'assessore regionale alla sanità, sul modello di quanto già sperimentato a Ortona, con una proposta che prevede la dotazione di 45 posti letto per acuti e post acuti di cui 15 di geriatria, 10 di medicina e 10 di lungodegenza, non si comprende», sottolinea Tiberini, «come la stessa soluzione non possa essere adottata per Casoli che, a buon ragione, può assurgere a “stabilimento di Lanciano” con la riassegnazione di posti letto di medicina».
Per Tiberini, a Casoli, dovrebbero essere garantiti quegli investimenti per riaprire anche l’ultimo reparto attualmente non funzionante, confermando la Rsa con 20 posti letto negli spazi liberi ed idonei del terzo piano del presidio territoriale assistenziale. «Considerata la disponibilità di spazi idonei, sicuramente può essere incrementato il servizio di assistenza sanitaria per i cittadini del territorio, con l’attivazione di 15 posti letto per la riabilitazione ex art. 26. I cittadini dell’Aventino, già penalizzati dalla precaria situazione stradale che condiziona la pendolarità verso i servizi sanitari essenziali di acuzie, devono trovare idonea tutela del loro diritto alla salute da parte delle autorità regionali, con un piano che garantisca una minima dignità dal punto di vista sanitario».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

