Todis: licenziati in tre, anche il sindacalista

San Salvo. Dopo dieci anni a casa pure il rappresentante Filcams Cgil: «Nessun dialogo con la ditta»
SAN SALVO. Non si ferma nel Vastese l’emorragia di posti di lavoro. Licenziati in tronco tre dipendenti del supermercato Todis nel centro commerciale Insieme di Piana Sant’Angelo. «Nessuna apertura al dialogo», denuncia Elena Zanola, della Filcams Cgil. Il sindacato ha cercato di trovare una soluzione meno traumatica. «Purtroppo non è stato possibile», si rammarica la Zanola. «Dopo oltre 10 anni di lavoro 3 lavoratori, tra i quali anche il rappresentante sindacale della Filcams Cgil, sono stati licenziati in tronco la sera del 16 gennaio alla fine del turno. Una brutta storia», annota Elena Zanola.
«Abbiamo chiesto immediatamente nelle ore successive al licenziamento, alla società responsabile di revocare i licenziamenti e convocare subito un tavolo di confronto con la Filcams per valutare eventuali altre misure alternative al licenziamento. Ma fino ad oggi abbiamo dovuto registrare un silenzio assordante».
Il supermercato, di proprietà di Conad Adriatico, è in crisi da un paio di anni. «La crisi», scrive la Filcams, «si è mostrata in particolare quando proprio lo stesso gruppo ha rilevato un altro ipermercato a pochi chilometri innescando di fatto una pericolosa concorrenza interna alla cooperativa stessa, frutto dell’altissima concentrazione che il marchio ha ormai nella nostra regione. Neanche il cambio di marchio da Conad a Todis, il discount del gruppo, è riuscito a risolvere completamente la situazione. Per questo», racconta la sindacalista, «nel 2018 era stato siglato un accordo per l’utilizzo di un ammortizzatore sociale. I lavoratori hanno dunque stretto i denti e lavorato un anno intero per rilanciare il punto vendita. A settembre la cooperativa Conad ha deciso un cambio di gestione affidando il supermercato alla Lipsa srl, società che gestisce un altro supermercato a Ortona. Purtroppo sin da subito la nuova gestione ha ridotto i colloqui con i sindacati e con i dipendenti. Ma l’atto più grave», accusa Elena Zanola, «è stato compiuto con questi tre licenziamenti, comunicati a bruciapelo senza nessun tentativo di confronto con il sindacato e con i lavoratori per cercare di capire come affrontare la situazione e come trovare soluzioni alternative che permettessero di preservare il posto di lavoro di tutti i dipendenti. I licenziamenti vanno revocati», insiste il sindacato pronto a clamorose iniziative. «Non ci fermeremo e difenderemo in ogni sede i diritti dei lavoratori licenziati». (p.c.)
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