Tollo, Expo non fa rima con petrolio

17 Febbraio 2015

L’inchiesta di Agorà sulla vitivinicoltura abruzzese “minacciata” dall’oro nero

TOLLO. Le telecamere della Rai a Tollo per parlare di vinicoltura e lo spettro del petrolio nell'anno dell'Expo. L'evento milanese dovrebbe essere una vetrina importante per mostrare il meglio delle tecnologie utili a garantire cibo sano, sicuro e sufficiente per tutti i popoli, nel rispetto del pianeta e dei suoi equilibri. Ma quale sarà in questo appuntamento il ruolo dell'Abruzzo, regione eccellente per paesaggi naturali, dove però incombe la minaccia di trivellazioni e pozzi petroliferi grazie anche al decreto Sblocca Italia? Su questo tema si è dibattuto nel servizio preparato dalla giornalista Roberta Rei, che andrà in onda giovedì mattina nel programma di Rai Tre, «Agorà», condotto da Gerardo Greco. Le riprese sono state girate nella Cantina Tollo, dove è intervenuto il presidente Tonino Verna, a capo del consorzio di tutela vini d'Abruzzo. Presenti anche il sindaco di Tollo Angelo Radica, il docente di Diritto costituzionale alla facoltà di Giurisprudenza di Teramo, Enzo Di Salvatore, l'attivista del Forum italiano dei movimenti dell'acqua, Augusto De Sanctis, il presidente regionale di Legambiente, Giuseppe Di Marco, una delegazione del Comitato No Petrolio capeggiata dal presidente Gabriele Di Clerico, e il cantante Claudio Di Toro, fondatore del progetto musicale-ecologico “Anemamè”.

Dopo la visita alla bottaia e all'imbottigliamento dell'azienda, la troupe televisiva si è spostata verso il pozzo dell'Eni Miglianico I, nel Comune di Ortona e ai confini con quello di Tollo. Con il mare all'orizzonte ed i vitigni nell'area circostante, il sito rappresenta la giusta immagine di una contrapposizione tra due diverse politiche economiche, una consolidata come quella agricola, e l'altra, petrolifera, che tenta di trovare spazio nel verde della natura. «Il servizio televisivo servirà a illustrare il paradosso di un'Italia che con l'Expo si prepara a promuovere un territorio di qualità», spiega Giuseppe Di Marco «ma in Abruzzo rischiamo di perdere la pregiata vitivinicoltura per via del decreto Sblocca Italia».

Alfredo Sitti

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