Tollo scippa il Cup a Miglianico

Il caso: il paese del sindaco Adezio perde lo sportello che rispunta nella patria dell’assessore Paolucci
MIGLIANICO. Trovare delle logiche in azioni politico-amministrative in diversi casi risulta complicato ai comuni cittadini. Alcune volte ricercarle, invece, diventa un compito fin troppo arduo. In tal senso, una delle ultime dimostrazioni che si possono portare ad esempio riguarda Miglianico, ''scippata'' per ragioni apparentemente sconosciute del suo sportello del Cup che, tuttavia, allo stesso tempo è stato riaperto ad appena qualche chilometro di distanza, a Tollo, paese dell'assessore regionale alla Sanità, Silvio Paolucci. Una vicenda che ha mandato su tutte le furie non solo la comunità paesana, ma l'intero comprensorio della Val di Foro, che si è visto privato di un servizio estremamente utile. Nei pensieri e nelle parole popolari sono subito emerse cattive idee sul perché di questa decisione, che si rifanno ad un'ottica per lo più ''patriottistica'' dell'assessore Paolucci. Le motivazioni reali invece sono sicuramente altre, ma rimangono comunque di difficile decifrazione. Restano i dati di fatto, ovvero la nota che appariva il 30 gennaio sul sito della Asl Lanciano-Vasto-Chieti e che recitava: «Da lunedì prossimo, 2 febbraio 2015, lo sportello del Centro unico di prenotazione (Cup) della sede erogativa di Miglianico del Distretto sanitario resterà chiuso. Gli utenti potranno rivolgersi allo sportello attivo presso il Distretto sanitario di Francavilla al Mare, in contrada Alento». Di lì a poco la scoperta che invece a Tollo lo stesso sportello sarebbe stato riaperto. In un sistema di riordino e tagli alla sanità la disposizione è sembrata discutibile a molti. Tra questi anche al sindaco di Miglianico, Fabio Adezio, che intervenendo sulla vicenda si è mostrato parecchio contrariato. «Non sono d'accordo con questa chiusura», ha dichiarato il primo cittadino, «stiamo facendo di tutto per far riaprire il Cup e ne parlerò con l'assessore Paolucci». Intanto, però, tra le vivaci proteste che si stanno protraendo in queste settimane, qualche voce popolare prova anche a trovare una soluzione. Su uno dei siti internet dedicati alla città di Miglianico, ad esempio, è stato scritto: «Dividano le trentasei ore di lavoro settimanale dell'impiegato Asl addetto allo sportello per le autorizzazioni tra le due sedi di Miglianico e Tollo. Diciotto ore di apertura son due mattine e un pomeriggio a settimana. Meglio che niente. Anzi, va proprio bene». E chissà che alla fine questo consiglio non possa risultare utile.
Alfredo Sitti

