Tolto il sequestro allo stabilimento balneare

7 Novembre 2021

Il gip restituisce “Il Pirata” al proprietario Paolucci: pali costruiti in conformità alla legge e rimovibili

FOSSACESIA. Via i sigilli dal cantiere per la costruzione dello stabilimento balneare “Il Pirata” a Fossacesia marina. Il gip del tribunale di Lanciano, Massimo Canosa, ha revocato il decreto di sequestro preventivo, eseguito dalla Capitaneria di porto di Ortona il 12 febbraio scorso dopo segnalazioni ed esposti che contestavano i lavori in corso a pochi metri dal mare. Un provvedimento pazientemente atteso dalla ditta Gte sas dell’imprenditore lancianese Paolo Paolucci che, in seguito al sequestro, ha dovuto sospendere i lavori e affrontare la stagione estiva con una struttura provvisoria dopo anni spesi dietro l’iter autorizzativo. Al manufatto in corso di costruzione erano contestati l’eccessiva vicinanza alla battigia, risultata in realtà di 8 metri rispetto ai 5 richiesti dalla normativa, e un leggero scostamento, per un problema di confini, del posizionamento dei pali di fondazione. Proprio per questo motivo, nei mesi passati, era stata rigettata l’istanza di revoca della misura cautelare, prima del provvedimento emesso venerdì dal Gip di Lanciano che ha dissequestrato il cantiere. I 16 pali - sequestrati insieme al cantiere, mentre la ditta aveva smantellato subito i telai in ferro e il basamento in calcestruzzo - impiantati sulla sabbia per una profondità di circa 5,5 metri, infatti, risultavano realizzati in cemento armato gettato in opera in cantiere e quindi, secondo la Procura di Lanciano, non rispondevano ai requisiti di rimovibilità, oltre ad essere difformi rispetto al progetto presentato.
Nella nuova istanza presentata ad ottobre, gli avvocati Salvatore Tesoriero e Patrizio Del Bello, del foro di Bologna, con la consulenza dell’avvocato Diego De Carolis per la parte amministrativa, hanno presentato nuovi elementi. «L’Agenzia del demanio ha chiarito», spiega l’avvocato De Carolis, «che non c’erano vincoli sulle modalità tecniche di realizzazione dei pali, che quindi risultano costruiti in conformità con le fonti normative e regolamentari vigenti e classificati come “opere di facile rimozione”. Il Genio civile ha dato inoltre parere positivo, sulla base di una perizia tecnica da noi presentata, alla leggera traslazione e ubicazione dei plinti che rientra nella tolleranza di cantiere, stimata fra 50 e 80 centimetri, definendo la variante che si era resa necessaria non sostanziale».
Lo stesso Gip rileva che «all’esito degli ulteriori pareri acquisiti dalla difesa dell’indagato, dovrebbe ritenersi l’insussistenza del fumus del reato ipotizzato, in quanto le difformità realizzative attinenti le strutture portanti dello stabilimento in corso di realizzazione sarebbero irrilevanti e non oggetto di specifiche prescrizioni, e le strutture prefabbricate eventualmente realizzate su un basamento in cemento potrebbero considerarsi facilmente amovibili». (s.so.)
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