Tomassetti, quattro licenziamenti

Dopo lo sciopero di ieri arriva la notizia degli operai mandati a casa
CHIETI. La risposta allo sciopero di ieri è arrivata con quattro licenziamenti. Precipita la situazione alla Tomassetti di Chieti Scalo: la piccola azienda metalmeccaniche, fiore all’occhiello del settore, in grado di produrre per blasonate aziende internazionali del settore, manda a casa quattro dipendenti su 35. La notizia è diventata di dominio pubblico dopo lo sciopero che la Fiom Cgil, unico sindacato presente in azienda, aveva indetto per ieri mattina. Quattro licenziamenti alla vigilia della Festa nazionale del lavoro di oggi: «Sono provvedimenti illegittimi e discriminatori», inveisce Andrea De Lutis, rappresentante sindacale Fiom Cgil, «contro i quali ricorreremo con i nostri avvocati. Tra le persone mandate a casa c’è anche la nostra rappresentante sindacale territoriale, tutto questo non può passare sotto silenzio». Il sindacato punta in particolare sul fatto che «le norme non permettono di licenziare mentre l’azienda è in cassa integrazione e la Tomassetti lo è». Da parte sua la direzione aziendale avrebbe giustificato i licenziamenti spiegando di aver mandato a casa le persone con carico familiare e anzianità più bassa.
Singolare la storia di questa azienda scalina che si reggeva sulla bravura del fondatore, Elio Tomassetti, che si occupava un po’ di tutto, dall’organizzazione al marketing, passando per gli acquisti, la gestione dell’officina e le vendite. Quando le condizioni fisiche non gli hanno più permesso la piena gestione dell’azienda è iniziata la crisi. (a.i.)

