Tomeo: borse lavoro per disabili sospese da 2 anni dalla Regione

CHIETI. Niente più borse lavoro, ormai da due anni, per gli utenti del Centro di salute mentale di Chieti. Si ribella il Comitato comunale di familiari per la disabilità psichica, presieduto da...
CHIETI. Niente più borse lavoro, ormai da due anni, per gli utenti del Centro di salute mentale di Chieti. Si ribella il Comitato comunale di familiari per la disabilità psichica, presieduto da Felice Nestore Tomeo, che scrive al direttore generale della Asl, Pasquale Flacco, e al direttore del Centro di salute mentale, Marco Alessandrini.
«Non è accettabile», dice, «che da oltre due anni non vengono erogate le borse lavoro per malati psichiatrici, un’attività fondamentale per il benessere degli utenti affetti da patologie psichiatriche croniche». Il presidente del comitato testimonia come l’interruzione dell’erogazione delle borse lavoro abbia creato un grave disagio sia per i pazienti che ne usufruivano sia per le loro famiglie, che di fatto hanno visto interrotto un percorso virtuoso di reinserimento sociale dei propri cari.
Sono una trentina gli utenti del centro che ne usufruivano, persone di età compresa tra i 30 e i 50 anni. Prima dell’interruzione svolgevano la propria attività presso enti pubblici e venivano pagati in maniera minima con fondi della Regione. Poche ore al giorno che permettevano loro di avere un impegno durante la giornata, di essere inseriti in un circuito sociale, di sentirsi utili e di provare ad uscire dagli steccati della malattia mentale.
«Questi interventi terapeutici riabilitativi», si legge nella lettera, «negli anni scorsi hanno offerto ai ragazzi che ne hanno usufruito esperienze e legami sociali di valorizzazione e sviluppo delle proprie capacità, di appartenenza, di essere riconosciuti come parte di un tessuto sociale. Tutto questo ha anche permesso alla Regione un risparmio economico notevole, infatti i beneficiari del servizio hanno ridotto il ricorso ai ricoveri ospedalieri ed evitato il soggiorno presso centri residenziali specifici».
Secondo Tomeo quello di Chieti è l’unico centro della regione ad aver sospeso le borse lavoro. «Le famiglie», conclude la lettera, «si aspettavano per questi disabili invisibili, esclusi dal mondo scolastico, sociale, sentimentale e lavorativo un incremento delle borse lavoro e ben altri servizi», che invece non hanno avuto. (a.i.)

