Torna Frappiglia, maschera abruzzese del senno contadino

22 Febbraio 2023

L’iniziativa è dell’attore e regista guardiese Fabio Di Cocco «Ricerca di tre anni partita da uno spettacolo di burattini»

CHIETI. Frappiglia, la maschera abruzzese di commedia dell’arte, codificata dall’attore di Guardiagele Fabio Di Cocco, si prepara per i festeggiamenti del Carnevale in Abruzzo. Dopo la consacrazione a livello nazionale con la partecipazione, lo scorso anno, al Carnevale di Venezia e il giro in diverse città italiane – tra le quali Torino e Napoli – quest’anno l’ambasciatore dell’abruzzesità farà tappa in diversi Comuni d’Abruzzo incontrando, in particolare, gli studenti delle scuole di ogni ordine e grado per parlare di tradizioni e della storia teatrale regionale. Non mancheranno le occasioni per vederlo in azione nello spettacolo “Le Avventure di Frappiglia”, insieme all’inseparabile compare Baloscio e alla bella e amata Mariuccia. Una delle repliche più significative è stata allestita di recente nella sala consiliare del Comune di Cupello mentre, nei giorni successivi, si potrà assistere alle sue “imprese” presso il Teatro del Giardino di Guardiagrele e negli eventi carnevalizi regionali.
«Il personaggio di Frappiglia», spiega Di Cocco, «nasce da un lavoro di ricerca nel campo del teatro tradizionale popolare abruzzese riferito, in modo particolare, alle località dell'entroterra teatino. L'idea originaria, nata grazie alla collaborazione con il Teatro del Giardino di Guardiagrele e alla felice intuizione del partenopeo maestro di guaratelle Gaspare Nasuto, è stata sviluppata attraverso un percorso durato circa tre anni nel corso dei quali si è cercato di realizzare dapprima uno spettacolo di burattini tradizionali abruzzesi e, successivamente un canovaccio di teatro tradizionale popolare. Frappiglia si propone come figura di riferimento di quell'Abruzzo forte e gentile che trae linfa vitale dall'esperienza e dalla saggezza contadina e pastorale mediante l'uso dell'idioma tipico regionale e la continua citazione, attraverso la mimica e la prossemica, di caratteri appartenenti proprio a quel mondo fortemente bucolico. La scelta del nome Frappiglia», prosegue Di Cocco, «è il risultato dell'unione di due termini: fra', da fràte, dunque fratello (usato spesso in Abruzzo come appellativo nei confronti di chi si conosce appena) e piglia, pigliare, termine che in molte parti dell'Abruzzo accompagna il gesto di cortesia che il padrone di casa compie nei confronti dell'ospite nell'atto di offrire lu cumblimènde, (generalmente vino e pizza dolce). Più in generale, il nome racchiude il carattere del personaggio in una accezione, però, non negativa. Egli, infatti, per la sua natura altruista, è portato a pigliarsi addosso i problemi degli altri, a cercare di risolverli, tanto da avere acquisito nel mondo anche la fama di essere una specie di taumaturgo o, più grossolanamente, una specie di stregone». (cr.ch.)
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