Torna il Covid in città: positive due donne

Nuovi casi dopo un mese di contagi zero. E Pupillo attacca la Asl: al Renzetti una tac di seconda mano
LANCIANO. Due donne positive al coronavirus in città. Dopo oltre un mese di contagi zero, il virus torna a far paura. Una delle due donne colpite poi ha scoperto l’infezione all’ospedale Renzetti, costringendo gli operatori a sanificare pronto soccorso e sala tac. E proprio della tac torna a parlare il sindaco Mario Pupillo dopo che la Asl ha annunciato che ne manderà una di seconda mano al Renzetti: «La fantasia di Thomas Schael, direttore generale Asl, non conosce limiti», dice Pupillo, «nessuno poteva immaginare che dopo la proposta di fare una colletta per la tac arrivasse a destinare all’ospedale Dea di primo livello, che serve oltre 150mila cittadini, una macchina usata, di seconda mano».
COVID Quello che è stato il focolaio dei contagi nella prima ondata del virus, l’ospedale Renzetti, si ritrova ancora al centro dell’attenzione. Mentre la prima donna contagiata è una straniera 35enne residente in città e in cura a casa, la seconda è una lancianese di 60 anni che ha scoperto la positività in ospedale; ora è ricoverata al Santissima Annunziata di Chieti. Sabato alle 15 la 60enne si è presentata al pronto soccorso dell’ospedale di Lanciano per dolori addominali. Non aveva febbre, anche se pare l’avesse avuta nei giorni precedenti: non si è diretta nella tenda, dove vengono gestiti i pazienti sospetti Covid. Una volta all’interno del presidio è stata sottoposta al tampone rapido, ma prima di avere il risultato ha comunque fatto la tac. Col tampone positivo la donna è stata messa in isolamento, trasferita a Chieti e il pronto soccorso sanificato. «Questi due casi testimoniano che il Covid purtroppo non è scomparso», dice Pupillo, «e preoccupa che ricompaia dopo oltre un mese di contagi zero».
TAC «È incredibile: la Asl destina al Renzetti una tac usata, di seconda mano a 80 strati, finanziata con donazioni Covid. Sarà assegnata al Pronto Soccorso. Mi chiedo se davvero il dg Schael conosca il limite delle sue azioni che di fatto rendono alcuni ospedali, come il Renzetti, marginali, di serie B». È furioso il sindaco dopo che la Asl ha destinato al presidio frentano una tac usata, per sostituire quella in uso del 2007. «In un periodo in cui dall’Europa arrivano fondi per la sanità dobbiamo assistere a questo ennesimo schiaffo e sberleffo da parte della direzione Asl», riprende Pupillo, «le sottrazioni e le mutilazioni del Renzetti ormai sono una scelta ragionata, con la complicità e il silenzio assordante della destra lancianese». E il sindaco fa gli esempi di queste mancanze: «Oltre alla tac, Schael non ha ancora nominato il primario di neurologia, esame fatto a marzo del 2019; non ancora riesce a collegare i vari padiglioni dell’ospedale costringendo i pazienti ad uscire all’esterno; non ancora riesce ad applicare l’indirizzo regionale che ha individuato il Renzetti, insieme all’ospedale di Atri, presidi per effettuare gli esami per lo screening del Cervicocarcinoma; non ancora assume urologi, otorini, infermieri anestesisti». (t.d.r.)

