Torna il piacere del caffè al bar «Abbiamo voglia di normalità»

12 Gennaio 2021

I titolari dei locali: «Adesso basta chiusure, è già un grosso sacrificio mandare tutti via alle 18» E i clienti sorridono: «Finalmente non siamo più costretti a bere al freddo e nei bicchierini di carta»

CHIETI. «Rientrare in un bar mi mancava proprio». Sorriso e sospiro di sollievo per Beatrice Giampietro che torna al bar Sigismondo, alla Trinità, e ordina al bancone. Per lei come per tanti un caffè nella tazzina, non più nei bicchierini di carta, sorseggiato al bancone, non più al freddo, diventa il segno della ritrovata normalità. In città c’è voglia di mettersi dietro le spalle i giorni dell’isolamento del coronavirus e, anche se i dati sono ancora preoccupanti, in molti approfittano dell’alleggerimento delle restrizioni semplicemente andando al bar per riappropriarsi di piccoli pezzi di quotidianità perduta. E non solo i clienti, ma anche i baristi festeggiano: «Bello ritrovare il contatto con la clientela», dice il barista del Sigismondo, Mattia Fusillo, «senza contare che il lavoro ridiventa molto più facile». Al Caffè Vittoria, in corso Marrucino, il consigliere comunale Paride Paci, tra una conferenza stampa e una commissione consiliare, fa una pausa caffè con le amiche Silvia Monti e Francesca De Liberato: i tre ragazzi brindano al riconquistato momento di libertà con la tazzina di caffè in mano. «Andare al bar per prendersi qualcosa con gli amici è anche un modo per rivedersi», dice Silvia che fa la violinista e sottolinea quanto questo periodo sia difficile per chi come lei lavora nel mondo dello spettacolo, tra i settori più colpiti a causa dell’emergenza sanitaria. Il gestore del caffè Vittoria, Gabriella D’Orazio, vede il brindisi con le tazzine da caffè e sorride dietro la mascherina: finalmente ha potuto riguadagnare il posto alla cassa, dopo essere rimasta in piedi davanti alla porta nei giorni in cui si poteva fare solo asporto. «Probabilmente dalla prossima settimana la zona gialla finirà e torneremo a richiudere il bar», dice, «ma per il momento va bene così». Un cliente entra e le chiede prima di tutto «di che colore siamo?». E poi: «Domani si sa? Posso andare al bancone o c’è assembramento?». E via così, scherzando col nuovo gergo stile coronavirus. «Ben venga questa zona gialla, perché per noi è stato tutto in salita», dice Giada De Iuliis, proprietaria del bar-pizzeria Regina di cuori, in vico Real Liceo, locale storico a fianco al liceo classico che però ha cambiato gestione a ottobre scorso, costringendo la giovane proprietaria a tanti sacrifici. Aria di festa anche al Bar Italia, in corso Marrucino, con il proprietario Marco D’Antonio e i baristi Matteo Marinozzi, Francesca Primiterra ed Eleonora Cornacchia che si dicono «molto contenti di poter riaccogliere finalmente la clientela. Peccato che alle 18 dobbiamo mandare via tutti», come da decreto.